14 giugno 2024
Aggiornato 10:30
Record di pasta (+26%) e noci (+18%), una su tre rinuncia al tradizionale cenone

Cenoni: aumenta del 4,4% la spesa delle famiglie

Manca meno di un mese all'inizio delle feste di Natale che, secondo l'Adoc, si preannunciano più dispendiose rispetto all'anno passato, soprattutto per quanto riguarda i cenoni e la spesa alimentare

Manca meno di un mese all'inizio delle feste di Natale che, secondo l'Adoc, si preannunciano più dispendiose rispetto all'anno passato, soprattutto per quanto riguarda i cenoni e la spesa alimentare.
«Prevediamo un incremento della spesa del 4,4% per i prodotti alimentari - commenta Carlo Pileri, Presidente dell'Adoc - per un totale di 155 euro a famiglia per un singolo cenone. E' il Natale della nuova recessione, registriamo un vistoso crollo dei consumi, il calo degli acquisti in questo settore lo stimiamo pari al 3%.

I prezzi elevati costringeranno una famiglia su tre a rinunciare al cenone, rivedendo drasticamente il menù casalingo e magari trasformandolo in un «cenino», preferendo la qualità alla quantità. Tra i prodotti che hanno subito gli aumenti più eclatanti troviamo i clementini, in rialzo del 35% rispetto all'anno passato, la pasta (+26%), il pandoro (+15%), la frutta secca come le noci (+18,3%) e i datteri (+14,2%), e il baccalà (+14,2%). Si faranno sentire anche sul Natale, quindi, i rincari autunnali, che costringeranno le famiglie a stringere la cinghia per sostenere tutte le spese. E, in alcuni casi, non basterà neanche l'apporto della tredicesima, che per l'85% sarà dedicata a coprire le spese ordinarie. Un salasso per le famiglie, che praticamente l'hanno già spesa prima di incassarla e che oggi più che mai fanno affidamento sul surplus di stipendio per fronteggiare la crisi. Un surplus che riteniamo debba essere detassato, in modo da fornire un minimo ritorno economico. E sulle tavole si vedranno sempre meno i prodotti di lusso come caviale e champagne. Natale non è più tempo di spese folli e grandi libagioni. Sarà magro, freddo e lowcost.»

Secondo l'Adoc ci sarà un forte calo della presenza di avventori nei ristoranti, in media del 25%.

«Mangiando fuori casa, una famiglia di 4 persone spenderebbe circa 280 euro, pagando in media 70 euro a persona - prosegue Pileri - una cifra al di là delle possibilità di molte famiglie che, pur volendo, non potrebbero sostenere una spesa simile, soprattutto considerando che con circa la metà si può cenare senza farsi mancare nulla, e va bene anche per una tavolata di 8 persone. E' quindi naturale che a Natale e a Capodanno molte persone rimarranno tra le mura domestiche».

Infine l'Adoc traccia il quadro dei locali dove si effettueranno gli acquisti per i cenoni.

«Il 32% dei consumatori sceglierà il centro commerciale per fare acquisti - conclude Pileri - ma il 22% sceglierà il discount, unico a dare la possibilità alle famiglie di soddisfare le proprie esigenze alimentari senza rimetterci lo stipendio. Per chi volesse invece acquistare prodotti tipici, come i cestini, direttamente online (4%) consigliamo di appurare che il sito sia verificato e di preferire l'acquisto delle marche più note. Inoltre bisogna stare attenti alla scadenze indicate e occhio alle confezioni con prodotti di seconda scelta, magari mascherati dalla presenza di un prodotto «civetta», di prima qualità, che può ingannare il consumatore e portarlo all'acquisto di un insieme di alimenti di valore inferiore a quello pagato».