Meno uva, ma vino di ottima qualità
Questo il trend della vendemmia 2008 nel Lazio, secondo l’associazione Assoenologi che ha elaborato i dati sulla raccolta dell’uva nei vigneti dell’intero territorio regionale
Meno uva, ma vino di miglior qualità. Questo il trend della vendemmia 2008 nel Lazio, secondo l’associazione Assoenologi che ha elaborato i dati sulla raccolta dell’uva nei vigneti dell’intero territorio regionale. Dall’indagine emerge un calo del 20% della quantità di uva raccolta rispetto all’anno precedente, per una produzione complessiva inferiore a 1.500.000 ettolitri.
Produzione di qualità - Una produzione, però, di qualità. Anzi, con tendenze all’ottimo, come emerge dai primi riscontri analitici e come conferma il commissario straordinario dell’Arsial, Massimo Pallottini: «Quest’anno - ha dichiarato - abbiamo una buona qualità, con una riduzione della quantità, circa il 20% in meno del 2007. Quello sulla qualità è un dato incoraggiante, ed è un trend in corso da diversi anni, anche se naturalmente i conti si fanno alla fine, a prodotto finito. I tecnici e gli enologi comunque- ha aggiunto Pallottini – ci confermano che questa è un’annata di buona qualità, con punte di ottimo». Secondo la relazione degli Assoenologi, l’ottima qualità del vino è dovuta anche alle forti escursioni termiche registrate durante tutto il periodo vendemmiale che hanno favorito, oltre ad un buon potenziale acido, un interessante quadro aromatico, con gradazioni alcoliche più alte rispetto alla media pluriennale.
Settore in fermento - Un settore produttivo, quello vitivinicolo, che nel territorio regionale appare in fermento, con diverse eccellenze: «Lo stato di salute del vino nella nostra regione – ha dichiarato Pallottini - vede sostanzialmente un miglioramento generale, da tanti punti di vista. Per quanto riguarda la qualità siamo già un buon livello, ma si può ancora migliorare. L’obiettivo – ha sottolineato Pallottini - è di dare un’immagine più accattivante al prodotto regionale, visto che, purtroppo, nell’immaginario collettivo viene ancora etichettato come di livello un po’ più basso, mentre quando il consumatore assaggia il vino del Lazio si accorge che è molto buono».
Produzione e promozione - Sono diversi gli interventi messi in campo dall’Arsial per supportare la produzione e, al contempo, la promozione dei vini laziali: «Operiamo favore degli operatori del settore – ha rimarcato il commissario straordinario dell’Arsial – attraverso l’erogazione del servizio dall’assistenza tecnica e anche con un’azione più mirata sul versante promozionale e commmerciale. In questa ottica facciamo tanto. Ad esempio, in questi giorni è in corso una nostra iniziativa sul vino novello, che vede il Lazio andare in controtendenza, visto che nel nostro territorio questa qualità di vino continua a piacere». Inoltre l’Arsial ha in programma di incentivare la diffusione del vino laziale all’interno degli esercizi commerciali del territorio : «Abbiamo un progetto molto importante – ha rimarcato Pallottini – che coinvolge i produttori della nostra regione e i ristoratori, visto che uno degli aspetti negativi è che nei ristoranti di Roma e del Lazio si beve poco vino della nostra regione, se non quello di bassa qualità. Per superare questi problemi puntiamo sulla logistica e sulla promozione».