12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Poste italiane

«Molti i disservizi e nessun rimborso per i cittadini»

Codici diffida Poste italiane per alcune clausole vessatorie del contratto di servizio e annuncia un’azione inibitoria in caso di mancata risposta

Ogni giorno presso gli sportelli del Codici arrivano numerosissime segnalazioni da parte di cittadini, che evidenziano i disagi subiti a causa dei continui disservizi di Poste Italiane. Molte le criticità che, da un’attenta analisi, risultano chiare.

Eccone alcuni esempi: sessantamila chili di corrispondenza abbandonata e non consegnata nel centro di Roma, pesanti disservizi a Milano nei quartieri di Baggio, Corvetto e Ticinese e, fuori città, nei comuni di Rho, Buccinasco, San Donato Milanese, Peschiera Borromeo, San Giuliano Milanese, Melegnano, Corsico, Cesano Boscone e Assago. A quanto pare circa 30 mila raccomandate destinate ai cittadini milanesi sono rimaste bloccate per diversi giorni nei depositi di una delle aziende che si è aggiudicata la gara di appalto indetta da Poste Italiane, per la consegna della corrispondenza. Inoltre non è passato tanto tempo dallo scandalo dei milioni di lettere ferme nei depositi, una grave situazione che ha toccato l’Italia da nord a sud: Genova (Liguria); Oggiono Santo Stefano (Lombardia); Nettuno (Lazio); Alife, (Campania) Torremaggiore (Puglia); Reggio Calabria; Palermo (Sicilia).

Le continue segnalazioni dei disservizi di Poste Italiane hanno spinto il Codici ad esaminare il contenuto delle condizioni generali del Contratto di Servizio dell’azienda in riferimento ai seguenti prodotti: «raccomandata 1», «pacco celere maxi», «pacco ordinario», «pacco celere 1 plus», «pacco celere 3», «posta celere 1 plus» e «richiesta di trasferimento internazionale di denari».La disamina ha evidenziato la presenza di alcune clausole ritenute vessatorie in quanto limitano la responsabilità di Poste Italiane nel risarcimento del danno in caso di inadempimento del servizio. Tali disposizioni, previste dal Contratto di Servizio, risultano contrastanti con l’art. 36 del Codice del consumo.

Pertanto, Codici ha inviato una lettera di diffida a Poste Italiane e annuncia che, nel caso in cui entro 15 giorni l’azienda non proceda alla completa rimozione di suddette clausole e alla pubblicizzazione di questo cambiamento, avvierà un’azione inibitoria.