1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
Salone del Gusto

I Presìdi Slow Food italiani compiono dieci anni

Per identificare chiaramente chi condivide gli impegni e la filosofia Slow Food

I Presìdi italiani Slow Food festeggiano 10 anni di vita proprio al Salone del Gusto e pensano al futuro, presentando il contrassegno che comparirà sulle confezioni dei prodotti (una «spirale» dai colori delle terre italiane), per identificare chiaramente chi condivide gli impegni e la filosofia Slow Food.

A presentare il logo alla conferenza Il nuovo progetto dei Presìdi Slow Food in sala CittaSlow del Lingotto Fiere è stata Raffaella Ponzio, responsabile della rete dei Presìdi italiani: «Oggi chiudiamo una fase e ci poniamo nuovi obiettivi: Slow Food attraverso il logo spenderà il proprio nome, ma pretenderà l’ennesimo salto di qualità da parte dei produttori. Abbiamo infatti stilato un rigido disciplinare insieme ai tecnici della Fondazione Slow Food per le Biodiversità, pretendiamo che venga rispettato, altrimenti non concederemo l’apposizione del logo.»

Ma c’è un altro importante traguardo da raggiungere: l’indipendenza dei Presìdi. «Finora è stato Slow Food a occuparsi direttamente della rete dei Presìdi, ora proponiamo ai produttori di dar vita ad associazioni indipendenti, che potranno poi a loro volta affiliarsi. E’ una questione di responsabilità, che favorisce anche la nascita di meccanismi di autocontrollo: insomma saranno i produttori stessi a tutelarsi diventando i guardiani della qualità»
Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, ha poi analizzato la situazione attuale dell’agricoltura e della qualità dei cibi: «L’Italia nel 2007 ha stanziato 24 milioni di Euro da dedicare alla ricerca nel settore primario, peccato che questo ingente finanziamento sia stato interamente assorbito dai progetti per lo sviluppo di prodotti OGM.»
Si è poi rivolto direttamente ai 177 Presìdi italiani, incitandoli a continuare a dimostrare coraggio e responsabilità: «Permettendovi di spendere il nostro nome compiamo una grande operazione di fiducia nei vostri confronti, sarà necessario aumentare quindi l’attenzione contro i «furbi», ne basterà infatti solo uno per infangare dieci anni di lavoro e fatiche».

La parola è poi passata ad alcuni rappresentanti della rete dei Presìdi per confrontarsi ed esporre esigenze comuni. La giovane Marilù Monte, del Presidio delle susine bianche di Monreale, ha raccontato la sua esperienza emozionandosi nel ricordare nonna Mimma, che le ha trasmesso tutti i segreti: «Già prima ci sentivamo parte di una grande rete, oggi che abbiamo pure un simbolo, diventeremo una vera famiglia» .
Massimo Spigaroli, responsabile del Presidio del culatello di Zibello, ha sottolineato alcune problematiche: «Chiedere il rispetto di un disciplinare, non è cosa agevole, ma è necessario a conto di scontentare qualcuno, perchè sulla qualità non sono possibili mediazioni con nessuno».
A chiudere l’incontro sono stati presentati i sostenitori del progetto dei Presìdi italiani: Coop, Siltal-Nomos, Reale Mutua Assicurazioni, Eplusplus.

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