26 maggio 2020
Aggiornato 03:00
Politica energetica

«Opporsi al nucleare è da irresponsabili»

Così si è espresso Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia/Pdl, commentando l’accordo siglato oggi a Torino tra le Regioni Puglia e Piemonte sulle energie alternative

«Non si può pensare di far funzionare un’acciaieria con i pannelli solari o con gli aquiloni!». Così si è espresso Enzo Ghigo, coordinatore regionale di Forza Italia/Pdl, commentando l’accordo siglato oggi a Torino tra le Regioni Puglia e Piemonte sulle energie alternative.

«Vedo che i due presidenti, Bresso e Vendola non hanno perso occasione per ribadire la loro pregiudiziale contrarietà al nucleare, mettendo in scena l’ennesimo attacco contro il governo, che ha invece fatto chiaramente questa scelta. A Bresso che richiama l’esempio della Germania per il solare, è facile ricordare che proprio in quel Paese l’energia nucleare è utilizzata in modo massiccio. Anzi, i tedeschi stanno facendo marcia indietro rispetto al programma di smantellamento delle centrali nucleari. Per non parlare della Francia, che è il Paese europeo dove questa forma di produzione è stata più sviluppata, consentendo un costo estremamente competitivo dell’energia. In realtà, allo stato attuale delle tecnologie non esiste un Paese industrializzato che possa ragionevolmente fare a meno dell’atomo, anche considerando che le centrali di ultima generazione sono assolutamente sicure».

Ghigo ha sottolineato che «una classe politica che voglia risolvere i problemi strutturali dell’Italia e approntare gli strumenti perché, nel lungo periodo, sappia riallinearsi con i Paesi più avanzati al mondo, non deve solo occuparsi dell’annosa questione del debito pubblico. Deve anche fornire una risposta alla questione energetica e alla eccessiva, anomala e persino scandalosa dipendenza dall’estero che l’Italia presenta in un comparto strategico di questa rilevanza. Per questo ritengo gravemente irresponsabili le dichiarazioni di Bresso e Vendola. Quest’esaltazione di solare ed eolico ha unicamente uno scopo propagandistico, ma non risolverà i problemi della nostra industria, che deve oggi confrontarsi con Paesi in cui l’energia costa anche il 50 % in meno».

L’avversione al nucleare, secondo l’esponente azzurro, «è anche anti-ecologica, perché oggi l’uso dell’atomo per produrre energia è uno dei sistemi più puliti che esistano. Non produce inquinamento atmosferico di nessun genere, né necessita di reti di trasporto del combustibile. Le centrali di terza generazione sono testate e sicure, i pochi incidenti verificatesi in questi mesi sono gonfiati ad arte da una stampa scandalistica e allarmista, senza alcun motivo concreto. Il problema dello smaltimento delle scorie non è di tipo tecnico, ma etico, perché la radioattività residua si protrae per migliaia di anni. E tuttavia, di fronte ai rischi dell’effetto serra, che sembra dipendere dall’uso eccessivo di combustibili fossili, di cui il nucleare è l’unico antidoto oggi conosciuto, anche il dilemma etico deve essere visto in una nuova prospettiva».

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