11 luglio 2020
Aggiornato 00:30
Cerealicoltura italiana

Coldiretti Cremona chiede l’anticipo del premio PAC

L’Associazione Cereali: “Intervento necessario per garantire una liquidità immediata alle imprese cerealicole a fronte delle gravi difficoltà di mercato

Di fronte alle grandi difficoltà che i produttori di cereali stanno affrontando – con le quotazioni del prodotto al ribasso, mentre com’è noto i costi di produzione sono sempre più ingenti – il Consiglio di Coldiretti Cremona, di concerto con l’Associazione Regionale Produttori Cereali presieduta da Arnaldo Freri, ha deliberato di attivare ogni azione utile ad ottenere il pagamento anticipato del premio Pac. Un intervento che assicurerebbe una boccata d’ossigeno alle imprese cerealicole.

Riportiamo il testo integrale della delibera, votata all’unanimità dal Consiglio di Coldiretti Cremona:
«Il Consiglio di Coldiretti Cremona, alla luce della grave speculazione sui prezzi che sta minando il risultato economico delle imprese cerealicole, delibera con voto unanime di attivare ogni azione necessaria per ottenere il pagamento immediato, anche in acconto, del premio per la domanda unica 2008 alle imprese al fine di poter dare alle stesse la necessaria liquidità per affrontare tutti quei pagamenti che solitamente si devono sostenere prima della fine di ogni anno.
La ragione di questa richiesta è quella di limitare la necessità di vendere prodotto a prezzi sempre più bassi e svilenti per le imprese, fermando, così, una flessione che non trova giustificazioni dal punto di vista economico.
Coldiretti Cremona porterà la proposta a tutti i livelli organizzativi e politici, invitando nel contempo i propri associati a non vendere i cereali».

«Consideriamo quest’azione un intervento indispensabile per poter fronteggiare la grave crisi che sta interessando il settore. Con l’avvicinarsi delle scadenze di pagamento affitti, essiccazione, concimi, diserbi, sementi, e via dicendo, il cerealicoltore è obbligato a vendere parte del proprio prodotto per far fronte a queste spese, immettendo quindi su un mercato già saturo (soprattutto in seguito alla massiccia offerta di mais estero, in primis di provenienza ungherese) ulteriori partite di cereali, andando così a deprimere ulteriormente un prezzo che ormai ha raggiunto quotazioni insostenibili» afferma Pietro Scolari, Segretario dell’Associazione Produttori Cereali. «Tutto questo a fronte di una situazione critica dal punto di vista dei costi di produzione, che nel corso dell’anno sono esplosi (si veda il costo dell’energia, che è aumentato di oltre il 13%, e dei concimi, aumentati in media di oltre l’80%). Siamo convinti che immettere una quantità inferiore di cereali sul mercato determinerà l’arresto del crollo del prezzo di quotazione degli stessi, nonché una sensibile ripresa, con l’auspicio che si possa arrivare anche a quotazioni soddisfacenti».
«L’Associazione Cereali ha concordato assieme al Consiglio della Federazione di adottare questa linea perché, con le quotazioni attuali, è impensabile per le imprese cerealicole far quadrare i bilanci – sottolinea Arnaldo Freri, Presidente dei Cerealicoltori –. Molto responsabilmente il Consiglio ha dimostrato grande attenzione di fronte a questi problemi e, prendendo atto della gravità della situazione, ha dato mandato al Presidente De Angeli e al Direttore Zampini di attivarsi immediatamente con i nostri Responsabili a livello regionale perché sensibilizzino l’Organismo Pagatore della Regione Lombardia affinché accolga questa richiesta». «Nel contempo – conclude Freri –, il suggerimento che possiamo dare ai nostri Soci è quello di evitare, per quanto possibile, di vendere cereali. Domando, inoltre, di avvisare l’Associazione qualora ricevessero proposte di acquisto da parte di operatori del settore troppo basse, non in linea con le attuali quotazioni di mercato, anche perché siamo al corrente di speculazioni al ribasso attualmente in corso».

A testimonianza della difficile situazione che le imprese cerealicole stanno affrontando è giunto, nei giorni scorsi, l’intervento del Commissario Europeo all'Agricoltura Mariann Fischer Boel, che ha annunciato il ripristino dei dazi sull'import dei cereali, come reazione alla diminuzione dei prezzi nel mercato. Ne ha dato notizia un comunicato della Commissione Europea, aggiungendo che la bozza di regolamentazione che è stata proposta dal comitato di gestione per l'Organizzazione Comune di Mercato Agricolo ora deve essere formalmente approvata dalla Commissione per entrare in vigore tre giorni dopo la sua pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’Unione Europea. Non si prevedono, invece, restrizioni alle esportazioni sui cereali. «Accogliamo il ripristino del dazio sulle importazioni come un primo passo verso la regolamentazione del mercato interno europeo, contro un’importazione selvaggia di cereali e commodities a prezzi più bassi rispetto ai nostri – sottolinea Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti Cremona –. Naturalmente ci aspettiamo che, a questo primo passo, seguano interventi più forti, più incisivi, per fronteggiare una grave crisi che sta interessando l’intero settore della cerealicoltura nazionale ed europea, e che mette a rischio l’esistenza stessa di tante imprese agricole».