12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS)

Il vicepresidente Domenico Cersosimo interviene in merito allo scippo del Governo sui Fas

La Calabria cerca di portare le Regioni ad una posizione unitaria per combattere sia la riallocazione di oltre 11 miliardi di Euro delle risorse relative al Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS), sia le modalità del relativo utilizzo

La Calabria cerca di portare le Regioni ad una posizione unitaria per combattere sia la riallocazione di oltre 11 miliardi di Euro delle risorse relative al Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS), sia le modalità del relativo utilizzo. Infatti, già sono stati deviati i fondi per gli investimenti verso quelli per le spese correnti come, ad esempio, per i 500 milioni a favore del Comune di Roma ed i 140 per quello di Catania.

«Lo ‘scippo’ del Governo, già attuato con la manovra economica dell’estate, adesso viene rafforzato con la proposta di legge Finanziaria. Così sarà calpestata –ha detto il vicepresidente della Regione, Domenico Cersosimo- anche la decisione già concordata a luglio di attivare uno specifico ‘tavolo’ di confronto».Si è passati da un preliminare accordo politico con il Governo per la riduzione di un miliardo e 300 milioni a carico delle amministrazioni regionali per il ‘Patto di stabilità’ al taglio del FAS con la manovra estiva per circa 8 miliardi fino all’attuale incremento che con la legge Finanziaria è arrivato ad oltre 11 miliardi. La decuratazione degli impegni per il FAS, in questi mesi, è stata evidente, per il prelievo continuo di risorse: 450 milioni di € per la crisi dei rifiuti in Campania; 1.280 milioni di Euro per il 2008 e 1.025 milioni per il 2009 per la parziale copertura del taglio ICI; 240 milioni di Euro nel triennio per crisi rifiuti di altre città del Mezzogiorno; 500 milioni di euro per il 2008 in favore del Comune di Roma e 140 al Comune di Catania; 800 milioni destinati alla banda larga; 150 milioni per le Zone Franche Urbane (tre annualità). «Sommando tutti questi interventi a quello disposto nella manovra d’estate la dotazione nazionale del FAS per il periodo 2007-2013 –ha detto Cersosimo- è stata ridotta complessivamente di 11.607 milioni di euro, con un’incidenza sicuramente negativa anche sulle risorse destinate al FAS regionale. Senza poi contare anche la procedura di ‘rastrellamento’, da parte dello Stato, per altri 3 miliardi di euro nel settore delle cosiddette ‘risorse’ liberate’ dei progetti coerenti, già finanziati nella precedente fase di programmazione dei fondi comunitari 2000/2006 ».

«Ciò bloccherà le capacità di sviluppo di molte aree –ha continuato Cersosimo- con problemi di rispetto degli impegni giuridicamente assunti da parte di molte Regioni».L’elenco delle criticità, illustrate a Roma dal vicepresidente della Calabria, è allarmante, sia per motivi di metodo nel rapporto Stato/Regioni, sia per i contenuti.«Per il metodo bisogna sottolineare che tutti gli interventi sono avvenuti senza nessun confronto con le Regioni, in violazione degli accordi, andando a finanziare coi fondi FAS le spese di gestione correnti, spesso a copertura di ’buchi’ e non le politiche addizionali per lo sviluppo. Cioè, l’esatto opposto della finalità del FAS e dell’impostazione della programmazione unitaria. Inoltre –ha continuato Cersosimo- lo spirito delle norme sul ‘reindirizzo’ del FAS, per la costituzione del Fondo nazionale presso il Ministero per lo sviluppo economico, è quello di prevedere un sostanziale accentramento delle risorse e delle scelte in capo al Governo. E’ il contrario di tutti i principi condivisi nella discussione politica effettuata in sede di federalismo fiscale. Perciò, non è chiaro se verrà salvaguardato il principio dell’addizionalità delle risorse comunitarie, mentre ci sarà un sicuro rallentamento della programmazione 2007/2013».Venendo al merito il vicepresidente della Regione Calabria ha sottolineato le questioni principali: «Le Regioni ritengono tutt’ora valide le strategie e gli obiettivi per lo sviluppo, condivise da istituzioni e parternariato e definite nel Quadro Strategico Nazionale. Una loro riprogrammazione, al fine di conseguire il solo obiettivo della concentrazione per le infrastrutture strategiche nazionali, tralasciando i temi fondamentali come l’innalzamento dell’istruzione al Sud, non è ritenuta condivisibile. Il Governo ha un modello di sviluppo radicalmente diverso da quello identificato da Regioni e Commissione Europea, che indica una serie diversa di obiettivi ai quali puntare: la società della conoscenza, l’innovazione, la ricerca, la valorizzazione del capitale umano, indicando un uso delle risorse per il 75% verso l’earmarking, cioè destinate per gli ‘Obiettivi di Lisbona’».Oggi, intanto, la Conferenza delle Regioni ha deciso di esprimere un giudizio politico negativo sullo schema di legge Finanziaria, sulla parte inerente i FAS. Intanto, visto il metodo adottato dal Governo, che con ripetuti provvedimenti indica una diversa destinazione dei fondi FAS, la Conferenza dei presidenti delle Regioni farà un approfondimento generale della situazione del comparto, chiedendo un confronto specifico nella prossima seduta della Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie Locali.