12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Agricoltura

In Cina il Partito comunista dà il via libera alla riforma agraria

Ne ha dato notizia brevemente l'agenzia governativa cinese «Xinhua» riferendo che il Comitato centrale del partito ha approvato il piano oggi, al termine di una riunione di quattro giorni

Il Partito comunista cinese (Pcc) ha approvato un piano di riforme agrarie che nelle intenzioni dovrebbero migliorare le condizioni dei circa 750 milioni di contadini e nel contempo modernizzare il settore. Ne ha dato notizia brevemente l'agenzia governativa cinese «Xinhua» riferendo che il Comitato centrale del partito ha approvato il piano oggi, al termine di una riunione di quattro giorni.

La sessione plenaria del 17esimo Comitato centrale del Pcc, sotto l'egida del Presidente Hu Jintao, è terminata con l'avallo di una decisione su «problemi di fondamentale importanza relativi allo sviluppo e alle riforme del settore rurale», ha indicato Xinhua senza fornire alcuna precisazione. Secondo siti governativi e media ufficiali, le riforme interesseranno in particolare una modifica della legislazione in vigore, che ascrive ai contadini solo l'usufrutto della terra che è di proprietà dello Stato.

Senza formalmente accordare loro il diritto di proprietà terriera (vietato dalla costituzione cinese), la dirigenza di Pechino mirerebbe a mettere in piedi una struttura che consenta ai contadini cinesi una serie di transazioni, prima non permesse, come affittare o trasferire la terra, ha commentato Dang Guoying dell'Accademia delle scienze sociali, citato dal quotidiano «China Daily». La misura accelererà l'urbanizzazione del Paese, attirando sempre più contadini verso le città, mentre i grandi imprenditori del settore favoriranno lo sviluppo di una agricoltura moderna nelle zone rurali», ha aggiunto Dang.

Fonte: Apcom