23 gennaio 2022
Aggiornato 16:30
Grapperie aperte

Manzato: «Grappa prodotto “bandiera”»

«Accompagneremo l’impegno dei produttori veneti»

Per dirla in termini di Europa comunitaria, il Veneto è la regione più «spiritosa» d’Italia: si produce infatti qui circa il 45 per cento degli oltre 40 milioni di bottiglie di grappa italiana, distillato nazionale per eccellenza e prodotto «bandiera» per la realtà veneta, dove non è solo quantità ma soprattutto qualità: da questa regione partono infatti per il mercato le grappe più innovative, buone, ottenute con le tecnologie più avanzate e anche meglio proposte dal punto di vista del commercio a livello mondiale, dove una sola azienda veneta copre la metà dell’intero export nazionale.

«E’ un prodotto che per noi è storia, identità, immagine», ha ribadito oggi a Conegliano il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato, intervenendo all’Istituto Cerletti di Conegliano alla tavola rotonda sulla commissione d’assaggio per la grappa veneta, promossa in occasione della giornata di «Grapperie Aperte».

Quest’ultima è un’iniziativa organizzata dall’Istituto Nazionale della Grappa, presieduto dal veneto Alessandro Maschio, che ha coinvolto 40 distillerie italiane, compresa quella sperimentale di Veneto Agricoltura, la più piccola d’Italia, voluta dalla Regione come opportunità per il miglioramento qualitativo della grappa, ospitata nella scuola enologia «Cerletti» di Conegliano. La minuscola distilleria ha richiamato però i rappresentanti della grappa che conta davvero in Veneto e in Italia, tra i quali lo stesso ministro delle politiche agricole Luca Zaia, appunto il vicepresidente Manzato, il sen. Giampaolo Vallardi, lo stesso Alessandro Maschio con il vicepresidente dell’Istituto della grappa Elvio Bonollo (pure lui veneto), Michela Cipriani dell’Unione Italiana Vini e alcuni tra i più famosi distillatori della regione.

Nell’occasione Manzato ha assicurato il pieno e convinto sostegno alle iniziative dei produttori finalizzate a mettere a punto il disciplinare della Grappa Veneta, sulla base di un recente regolamento europeo che consente di legare più saldamente il prodotto al territorio. «La Grappa – ha aggiunto – potrà così essere proposta e promossa sotto il «marchio ombrello» che la identificherà come prodotto veneto, a fianco delle altre produzioni agroalimentari regionali di qualità certificata, diventando anzi un ulteriore fiore all’occhiello. Rispetto alle insicurezze delle produzioni mondiali – ha aggiunto – noi diremo a tutti di consumare Veneto e i suoi prodotti di qualità controllata, secondo una strategia in base alla quale le nostre produzioni devono promuovere il territorio. Non dobbiamo avere né timore né modestia nel proporci sui mercati – ha concluso – dobbiamo anzi aggredirli perché abbiamo le carte vincenti». Nell’occasione il Ministro Zaia ha anche lui evidenziato i primati della grappa veneta, appoggiando la proposta legislativa per legalizzare la distillazione casalinga da parte delle aziende agricole («oggi si distilla in casa per uso personale nell’illegalità, che non è certo pari a quella di quanti demoliscono i treni andando a vedere la partita») e ribadendo che «è ora di finirla con le sfide al bicchiere da parte degli automobilisti («i passeggeri possono bere quel che gli pare, ma chi guida no, semplicemente non deve bere: tasso alcolico zero»).