15 settembre 2019
Aggiornato 20:30
Pubblico impiego

Renato Brunetta risponde a «Repubblica»

«Occorre affrontare i problemi dell’occupazione nel settore pubblico senza creare corsie preferenziali e nel rispetto delle norme costituzionali»

Con riferimento all’articolo apparso oggi sul quotidiano «La Repubblica» in merito alla vicenda della precaria dell’ISFOL («La precaria è promossa dal ministro ma il governo blocca l’assunzione»), si precisa che l’emendamento al ddl 1441 presentato in Parlamento dal ministro Renato Brunetta mira a chiarire l’ambiguità delle disposizioni varate dal Governo Prodi sulla cosiddetta stabilizzazione dei precari nel pubblico impiego.

Viene innanzitutto ribadito il principio costituzionale del concorso pubblico, cosa che invece il Governo Prodi evitava di affrontare, prevedendo peraltro in via del tutto teorica il processo di assunzione dei lavoratori precari. Prova ne sia che nella Finanziaria per il 2008 le risorse necessarie per una simile operazione erano irrisorie e non permettevano alcuna stabilizzazione.

La norma proposta dal ministro Brunetta - che per divenire efficace deve comunque essere approvata dal Parlamento - prevede invece concorsi riservati (per una percentuale del 40%) per il personale che ha già lavorato nella Pubblica Amministrazione con i cosiddetti contratti atipici.
Per quanto riguarda invece i casi di eccellenze nella PA pubblicate sul sito del Ministero, occorre chiarire che i progetti sono stati valutati nel loro insieme e non verificando le singole partecipazioni dei dipendenti, le quali ovviamente rientrano nella responsabilità gestionale di ogni singola amministrazione.

Il problema del precariato è un problema serio, anche per l’uso che ne hanno fatto le pubbliche amministrazioni, ma occorre tener presente che vi sono anche tantissimi giovani che hanno vinto un concorso pubblico e che per i reiterati blocchi delle assunzioni non possono essere assunti. Per questo motivo occorre affrontare i problemi dell’occupazione nel settore pubblico senza creare corsie preferenziali e nel rispetto delle norme costituzionali.