17 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Energia nucleare

Cavallera: «Nucleare sì, ma investendo in tecnologie e siti sicuri»

«Dire no al nucleare in termini assoluti è un atteggiamento che muove da un pregiudizio ideologico e che non pensa al futuro del Paese e alla sempre più forte dipendenza dell’Italia dalle fonti energetiche di altre nazioni»

Dire no al nucleare in termini assoluti è un atteggiamento che muove da un pregiudizio ideologico e che non pensa al futuro del Paese e alla sempre più forte dipendenza dell’Italia dalle fonti energetiche di altre nazioni. Così afferma Ugo Cavallera, consigliere regionale di Forza Italia, dopo la conclusione del tavolo Stato-Regioni sul deposito unico nazionale di rifiuti radioattivi. «Ciò detto è necessario stabilire alcuni punti fermi e condivido la contrarietà dell’assessore De Ruggiero all’utilizzo di siti storici nucleari come Trino, Saluggia o Bosco Marengo, perché è emersa chiaramente la loro non idoneità, o per ragioni idrogeologiche o per l’alto grado di antropizzazione delle aree, così come indicato nel Piano energetico regionale».

Il consigliere azzurro sostiene però che «dopo questo opportuno distinguo, ritengo che la contrarietà totale al nucleare in Italia, che continua a essere espressa dalla Regione, non sia una posizione condivisibile alla luce dell’evoluzione del dibattito energetico a livello europeo e mondiale. Il nostro Paese non può chiudere gli occhi davanti ai progressi della ricerca scientifica e tecnologica. A causa di troppi ripensamenti e di opere incompiute l’Italia ha accumulato anni di ritardo nell’ambito della ricerca sul nucleare, penalizzando gli investimenti e alimentando la continua necessità di dipendere dall’importazione di risorse energetiche straniere».

«Si tratta senza dubbio di scelte delicate – prosegue Cavallera - su cui occorre cautela. Oggi però è possibile intervenire affinché gli impianti siano sempre più sicuri intrinsecamente, sia dal punto di vista del loro funzionamento sia della capacità di produrre un ridotto numero di scorie e quindi di rendere meno oneroso lo smaltimento dei rifiuti. Ritengo che questa sia la strada da seguire a livello nazionale senza però dimenticare il contributo delle Regioni. La progressiva scarsità di idrocarburi a livello planetario, il loro costo e la necessità di ridurre le emissioni inquinanti rendono urgente una diversificazione delle fonti energetiche. Il nucleare rappresenta un’alternativa sempre più importante perché costituisce un’energia pulita, così come le rinnovabili ma, a differenza di queste ultime, possiede una maggiore sostenibilità economica».