6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
La UIL sui dati Confindustria

Santini: «Contro la stagnazione economica maggiori investimenti per le infrastrutture»

«Rilancio del mercato del lavoro»

«Sono molto preoccupanti le conseguenze negative della stagnazione economica sull'occupazione denunciate dal Centro Studi di Confindustria. L'occupazione continua a crescere ma a ritmi assai bassi. L'incremento delle persone che cercano lavoro, in controtendenza rispetto al calo degli ultimi anni, rappresenta un ulteriore segnale di difficoltà dei redditi delle famiglie, dei lavoratori dipendenti, ben documentate anche dal calo dei consumi, che dal dopoguerra in poi si era verificato una sola volta, in occasione della crisi del 1993».

Giorgio Santini, Segretario confederale Cisl commenta i dati diffusi oggi da Confidustria sulla stagnazione economica.
«È ormai reale l'allarme recessione - prosegue Santini - la Cisl chiede al Governo politiche di sviluppo anticicliche, mobilitando risorse per investimenti nelle infrastrutture materiali e immateriali, nelle reti energetiche, nell'innovazione, nella formazione e nella ricerca».

«Vanno affrontati, inoltre, d'intesa con le parti sociali, - precisa il sindacalista - i nodi del nostro mercato del lavoro: le difficoltà nella transizione scuola-lavoro e il rilancio dell'apprendistato, i centri pubblici per l'impiego poco efficaci, l'assenza di ammortizzatori sociali attivi per molti settori, l'organizzazione sociale e del lavoro poco favorevole all'occupazione femminile. E' soprattutto su quest'ultimo punto che si gioca la possibilità di aumentare il numero di famiglie con due redditi, elemento che consente di affrontare meglio i momenti di recessione».
«E' con la riforma del sistema contrattuale - conclude Santini - che si potrà consentire l'aumento dei redditi, incentivando con la detassazione e la decontribuzione la contrattazione di secondo livello per distribuire la produttività ai lavoratori.