9 dicembre 2019
Aggiornato 22:30
CIA: «Redditi a picco: subito un progetto di sviluppo e la Conferenza nazionale»

Imprese agricole sempre più in affanno

«Schiacciate dal peso dei costi e dal crollo dei prezzi sui campi»

All’apertura della quarta Festa dell’agricoltura a Genova promossa dalla Cia, il presidente Giuseppe Politi mette in evidenza le difficoltà del settore, nonostante la crescita del valore aggiunto e l’andamento positivo dell’export. Ridurre i pesanti oneri produttivi e previdenziali. Accisa zero per il gasolio agricolo. Serve una nuova politica agraria che dia reali certezze agli imprenditori.

Il crollo del prezzo del petrolio sui mercati internazionali non trova riscontro in agricoltura. I costi di produzione per le imprese non solo sono sempre alti e insostenibili, ma continuano a crescere. Nello scorso mese di luglio si è avuto un incremento del 10,5 per cento rispetto allo stesso mese del 2007, mentre i prezzi sui campi segnano una nuova battuta d’arresto (meno 2,9 ad agosto scorso rispetto al mese precedente). E questo si ripercuoterà inevitabilmente sui redditi degli imprenditori agricoltori che sono destinati a diminuire anche nel 2008 (l’anno scorso il calo è stato del 2 per cento). E’ quanto sottolineato oggi a Genova nel corso dell’inaugurazione della quarta Festa nazionale dell’agricoltura promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori. Inaugurazione alla quale sono intervenuti il sindaco della città ligure Marta Vincenzi, il presidente del Consiglio Regionale Giacomo Ronzitti, il presidente della Provincia Alessandro Repetto, il presidente della locale Camera di Commercio Polo Odione, il presidente provinciale della Cia Giulio A. Malavolti, il presidente della Cia Liguria Ivano Moscamora e il presidente della nazionale della Cia Giuseppe Politi.

Ed è stato proprio Politi ha puntare sull’accento sulle difficoltà che il settore primario è costretto ad affrontare. «I costi produttivi e gli oneri previdenziali che oggi pesano sugli agricoltori -ha affermato- hanno raggiunto livelli insostenibili e mettono a rischio la stessa sopravvivenza delle aziende. Occorrono interventi per ridurre questo ‘peso’. Bisogna introdurre l’accisa zero per il gasolio agricolo».
«L’agricoltura italiana -ha aggiunto il presidente della Cia- sta attraversando uno dei più difficili momenti della sua più recente storia.. Il positivo andamento dell’export agroalimentare riesce solo parzialmente ad alleviare la sofferenza di un settore che fatica a mantenere i tassi di crescita della produzione degli anni ‘90. Le imprese agricole manifestano difficoltà ad agire in un mercato sempre più ampio e concorrenziale. E la stessa crescita del valore aggiunto non appare in grado, al momento, di dare una spinta decisiva, di imprimere una svolta positiva».

Ma è proprio la lievitazione dei costi di produzione ad allarmare maggiormente le imprese agricole. Solo per il comparto dei concimi, sempre nel mese di luglio rispetto allo stesso periodo del 2007, la crescita -sostiene la Cia- è stata del 52,7 per cento. Impennate significative si rilevano anche per i mangimi (più 12 per cento) e i prodotti energetici (più 13,3 per cento), a causa soprattutto del rincaro del 17,6 per cento dell’energia elettrica e del 13,9 per cento dei carburanti. In aumento, ma in maniera meno evidente, anche le sementi (più 4,2 per cento) e gli antiparassitari (più 3,1 per cento).
La situazione per l’agricoltura è resa ancora più complessa anche dal calo dei prezzi all’origine che ormai si registra da qualche mese. In agosto, rispetto al mese precedente, le diminuzioni più vistose si sono avute per ortaggi e legumi (meno 17,6 per cento) e per i cereali (meno 7,6 per cento). In flessione le quotazioni anche per i vini (meno 1 per cento) e per la frutta (meno 0,6 per cento). Stabili i prezzi degli oli di oliva e delle coltivazioni industriali. Si registrano, al contrario, riduzioni dei prezzi alla produzione per il bestiame bovino (meno 2 per cento ) e per il latte e i derivati (meno 0,9 per cento).
«Le imprese agricole -ha rimarcato il presidente della Cia- sono sempre più in affanno. Da un lato, molte aziende entrano nell’area della marginalità, che prelude all’abbandono, dall’altro emerge un nucleo forte di imprese professionali orientate al mercato ed all’innovazione produttiva ed organizzativa».
«Da qui l’esigenza -ha sostenuto Politi- di un valido progetto che deve fondarsi su precise e irrinunciabili priorità: innovazione tecnologica, ricerca e servizi allo sviluppo; promozione del ‘made in Italy’; nuovi strumenti assicurativi e servizi finanziari; ricambio generazionale, mobilità fondiaria e sostegno all’agricoltura giovane; organizzazioni economiche, organismi ed azione interprofessionale; infrastrutture; maggiore semplificazione burocratica nei rapporti con la Pubblica amministrazione; riduzione dei costi».
«Si pone, quindi, la necessità -ha concluso Politi- di una nuova politica agraria per accrescere le capacità competitive delle imprese agricole, per promuovere e difendere il «made in Italy» alimentare. Per questi motivi, da tempo la Cia ha sollecitato che le linee direttrici delle scelte strategiche per il sistema agricolo italiano siano il frutto di un’ampia consultazione dei soggetti interessati e, quindi, emergano dai risultati della Conferenza nazionale dell’agricoltura che ora è divenuto un appuntamento cruciale per l’intero settore».