7 dicembre 2019
Aggiornato 23:30
E’ storia della quotidianità di tutti i salernitani che fanno la spesa

Coldiretti Salerno: il “caro” pane

La filiera si allunga, il prezzo sale e tutti i consumatori pagano il prezzo sempre più alto della globalizzazione

E’ storia della quotidianità di tutti i salernitani che fanno la spesa: il prezzo del pane e della pasta sono cresciuti, seppur di pochi centesimi di Euro, ma sono cresciuti. Magari ciascuno di noi non ci caso ma alla fine del mese l’ammanco arriva anche a 100 Euro per famiglia, e con i tempi che corrono conviene non sottovalutare il problema. Perché di problema si tratta, ovvero una diseconomia legata alla filiera troppo lunga, con troppi ricarichi su ciascun passaggio.

La filiera si allunga, il prezzo sale e tutti i consumatori pagano il prezzo sempre più alto della globalizzazione. Infatti la globalizzazione c’entra molto: il prezzo di riferimento del grano (materia prima indispensabile per fare la farina con cui si produce il pane ndr) è fissato a livello mondiale alla borsa merci di Chicago che, senza vedere nemmeno un chicco di grano, materialmente ne condiziona il prezzo a livello globale senza tener conto delle realtà locali. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, e non basta fare uno sciopero per risolvere la questione.

Per Coldiretti nella forbice dei prezzi dal grano al pane c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori e a tutte le componenti della filiera senza per questo aggravare i bilanci delle famiglie. L’emergenza spesa non si risolve con i prezzi bassi all'origine per i produttori agricoli, perché questi non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese e alla destrutturazione del sistema con immaginabili ripercussioni di carattere economico, sociale e sulla bilancia commerciale.

A Salerno il pane costa anche 2,50 Euro al chilo mentre la farina per fare un chilo di pane costa all’incirca 30 centesimi di euro: spiccioli che diventano Euro in una spirale di aumenti che arriva 400% dal campo alla tavola. Per contrastare questa diabolica macchina che deprime i consumi, Coldiretti ha avviato un progetto per semplificare e razionalizzare la filiera e garantire una piu’ equa distribuzione del valore all’interno della filiera, dall’impresa agricola al consumatore. Un primo passo di questo progetto vedrà uniti Coldiretti ed il Comune di Salerno il 28 settembre per promuovere la filiera corta nel mercato coperto del quartiere Italia dove decine di imprenditori agricoli salernitani venderanno i loro prodotti direttamente dal produttore al consumatore.
Coldiretti: «Coltiviamo gli stessi interessi: consumatori, cittadini, produttori agricoli».