16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
Presidio sotto la Prefettura con Federconsumatori Piemonte

Coldiretti a fianco dei consumatori

Combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola

Oggi Coldiretti ha manifestato a fianco di Federconsumatori Piemonte Onlus nel presidio sotto la Prefettura torinese, in piazza Castello, per sensibilizzare il Governo, il Parlamento, le Istituzioni regionali, sul tema del caro prezzi. A metà mattinata una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto.

Nella giornata dello «sciopero della pagnotta» Coldiretti ricorda che il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli dove costa 1,93 euro al chilo e Milano dove si spende 3,61 euro al chilo mostrando una forte variabilità tra le diverse città con valori che variano tra i 3,47 euro al chilo a Bologna, 2,71 euro al chilo a Palermo, 2,47 a Torino, 2,28 a Roma e 2,39 a Bari. Questi dati emergono da una analisi svolta dalla Coldiretti sui dati del sito www.osservaprezzi.it del Ministero dello sviluppo economico.

Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino, spiega: «La forte variabilità è una evidente dimostrazione che l'andamento del prezzo del pane dipende solo marginalmente dal costo del grano che è fissato a livello internazionale al Chicago Board of Trade e non mostra quindi differenze tra le diverse città. Peraltro le quotazioni del grano tenero per il pane si sono ridotte dall’inizio dell’anno del 40 per cento per raggiungere il valore di circa 0,20 euro al chilo che, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, diventano 0,36 euro quando si trasforma in farina all’ingrosso e in 2,80 euro al chilo quando diventa pane, con un aumento di quasi il 1.300 per cento dal campo alla tavola. Una moltiplicazione che rischia di avere conseguenze negative per i consumi con gli acquisti familiari che sono calati del 2,5 per cento per il pane nel primo semestre dell’anno secondo i dati Ismea Ac Nielsen».

Emilio Fugazzi, direttore Coldiretti Torino, che in piazza Castello ha guidato la pattuglia della Coldiretti, afferma: «Nella forbice dei prezzi dal grano al pane c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori come a tutte le componenti della filiera, senza per questo aggravare i bilanci delle famiglie. Il crollo del prezzo del grano oltre a non aver effetti per i consumatori rischia di mettere in crisi il futuro delle coltivazioni Made in Italy con l’aumento della importazioni e della dipendenza dall’estero». Fugazzi continua: «L’emergenza spesa non si risolve con i prezzi bassi all'origine per i produttori agricoli, perché questi non consentono di coprire i costi di produzione e, nel lungo periodo, portano alla chiusura delle imprese e alla destrutturazione del sistema con immaginabili ripercussioni di carattere economico, sociale e sulla bilancia commerciale».

«Il presidio di oggi davanti alla Prefettura ha consolidato la sinergia esistente tra produttori e consumatori. A Torino, come in tutta Italia – conclude Emilio Fugazzi – Coldiretti ha avviato un progetto di vendita diretta per garantire una più equa distribuzione del valore all’interno della filiera, dalle imprese agricole fino al consumatore. Ogni giorno i cittadini possono acquistare prodotti agricoli a chilometri zero dalle bancarelle dei trecento produttori presenti sui quaranta mercati rionali cittadini; altrettanti produttori sono presenti nelle piazze dei comuni della provincia. Inoltre, in Torino e provincia, sono presenti cinquanta distributori di latte crudo. Sempre nel Torinese è avviata una rete di imprese dove è possibile acquistare carne di qualità, evitando gli intermediari. In queste settimane, in accordo con il Comune di Torino, stiamo concretizzando il progetto che porterà all’apertura di un farmer market, in zona Mirafiori».