14 novembre 2019
Aggiornato 00:00

Class Action: si va verso norme senza giustizia e libertà economica?

La Class Action doveva entrare in vigore lo scorso 1 luglio e, grazie anche alla schifezza che era, è stata rinviata al prossimo 1 gennaio 2009 con promessa di novità che l'avrebbero resa agibile

La Class Action doveva entrare in vigore lo scorso 1 luglio e, grazie anche alla schifezza che era, è stata rinviata al prossimo 1 gennaio 2009 con promessa di novità che l'avrebbero resa agibile. Arrivano le prime indiscrezioni e, come purtroppo avevamo intuito, l'intervento del Governo in materia non era tanto per evitare le enormi incongruenze delle norme approvate nella scorsa finanziaria, ma per rendere le norme più addomesticabili e prone al potere economico delle caste.

Le linee portanti sarebbero la non retroattività e l'esclusione dei risarcimenti per la pubblica amministrazione.
Quest'ultima, nel caso fosse chiamata in causa, avrebbe solo l'impegno di rimettere a funzionare ciò che non funziona, ma di risarcimenti non se ne parla. Unico contentino, pare che sia la possibilità di adire l'azione collettiva da parte di chiunque.
La lettura che ne diamo e': finora aziende monopolistiche e non hanno fatto il bello e cattivo tempo, fregando soldi il più possibile a utenti e consumatori disarmati o disincentivati a procedere per la difficoltà (anche economica) dell'accesso alla giustizia. Sul passato una bella tabula rasa e da oggi, però, cambia un pochino l'aria, per cui, aziende, attrezzattevi per fregare in modo diverso e più raffinato le vostre vittime. Ma lo Stato è sempre il Leviatano, cioè il dominatore inattaccabile e giusto per definizione, a cui al massimo si può fare una tiratina di orecchie.

Potevamo aspettarci qualcosa di meglio, magari sul modello americano o su quello del nostro disegno di legge presentato dalla senatrice Donatella Poretti? Purtroppo no. E non è questione di destra e sinistra, perché la schifezza approvata nella finanziaria e poi rinviata era figlia della sinistra e gli attuali governanti sono di destra. E' solo mancanza di libertà e giustizia (nonostante gli altosonanti nomi di schieramenti politici che si rifanno a questi principi), mancanza di libertà economica e di indipendenza degli attori dai potentati economici e di Stato. E fintanto che sarà così non potremo aspettarci di meglio. Per cui, in attesa di nuove anticipazioni delle discussioni e dei confronti di palazzo, mettiamoci l'anima in pace: giustizia e libertà economica saranno altrove rispetto alla class action.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc