19 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
Covered bond: principali gruppi bancari italiani in corsa con i primi programmi di emissione

ABI: «La crisi dei mercati non frenerà il ricorso ai covered bond»

Per Zadra: «Le banche italiane stanno reggendo meglio dei concorrenti europei alla crisi dei mercati finanziari. Con i covered bond migliorerà il sistema della raccolta anche a vantaggio dei consumatori»

Le difficoltà del mercato non freneranno il ricorso da parte delle banche italiane ai covered bond, grazie soprattutto alla buona normativa messa a punto nel 2007. E’ quanto emerge dal convegno sui covered bond organizzato oggi a Roma dall’Associazione bancaria italiana in collaborazione con l’European securitisation forum (Esf). Principali gruppi bancari sono già in corsa con i primi programmi di emissione di questi strumenti finanziari. A pieno regime, secondo prime stime, il mercato delle obbligazioni bancarie garantite potrebbe sviluppare un volume potenziale di 200 miliardi di euro.

Al centro del convegno l’analisi della crisi internazionale in corso e delle prospettive di ripresa del mercato della cartolarizzazione, lo sviluppo del mercato dei covered bond nel nostro paese e il loro impatto sulle strategie di raccolta delle banche. L’incontro ha visto la partecipazione delle principali banche originator e arranger nazionali e internazionali, società di rating e studi legali, che si sono confrontati sui nuovi scenari. Il Direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra, aprendo i lavori, ha ricordato che «il sistema bancario italiano sta reggendo meglio dei concorrenti europei alla crisi dei mercati finanziari. Da una parte, questo è dovuto al recente processo di ristrutturazione che lo ha reso più forte e in grado di assorbire meglio gli shock esterni. Dall’altra, per il modello di business più tradizionale, con la pressoché totale assenza di investimenti in mutui subprime. Sullo sfondo una regolamentazione di vigilanza maggiormente prudenziale che ha evitato alle nostre banche l’assunzione di eccessivi rischi».

Oggi il mercato internazionale dei capitali risulta pressoché chiuso per le cartolarizzazioni ed in parte anche per le normali obbligazioni bancarie. Le banche italiane sono in grado di trattenere il fiato più a lungo rispetto ai concorrenti esteri, avendo più ampie possibilità di raccolta sul mercato interno. È chiaro peraltro l’auspicio che gli investitori riacquisiscano la fiducia e che il mercato ritrovi rapidamente il suo equilibrio. Per questo si guarda con attenzione alle iniziative internazionali della Commissione Europea e del Financial stability forum.

In questa particolare fase di difficoltà, i covered bond possono rappresentare per le banche italiane un possibile strumento di raccolta alternativo rispetto alla cartolarizzazione. Questi strumenti hanno infatti caratteristiche tali da renderne la qualità maggiormente trasparente per gli investitori. Essi infatti presentano un duplice livello di garanzia: quello della banca emittente che assicura il rimborso con tutto il proprio patrimonio ed uno specifico pool di crediti di elevata qualità, segregato ad esclusiva tutela dei portatori dei titoli, in caso di insolvenza della banca emittente.
Per Zadra «i covered bond consentono alle banche italiane di diversificare gli strumenti di raccolta, riducendo i costi, con l’obiettivo ultimo di offrire finanziamenti in linea con le aspettative della clientela».