2 giugno 2020
Aggiornato 13:30
In Puglia acqua all'agricoltura fino al 10 settembre?

Siccità: bene l’acqua per altri 14 giorni, ma non è sufficiente

A rischio uva da tavola, ortaggi e oliveti specializzati

«Grazie all’accordo raggiunto dall’Assessorato alle Opere Pubbliche pugliese con la Regione Basilicata è stata garantita la fornitura di acqua all’agricoltura fino al 10 settembre. Purtroppo, non è sufficiente. Dopo il 10 settembre sarà ancora in corso la campagna dell’uva da tavola e gli imprenditori agricoli dovranno avviare la produzione degli ortaggi autunno-vernini e irrigare gli oliveti specializzati.

E’ assolutamente necessario un monitoraggio puntuale da parte delle Regioni Puglia e Basilicata e l’istituzione di un tavolo di confronto settoriale permanente, aperto alle organizzazioni del mondo della produzione. I palliativi evidentemente non bastano più. Bisogna iniziare a distinguere gli interventi immediati da quelli strutturali. Propedeutica a tale approccio la necessità di una scelta politica importante e determinata, nel considerare la soluzione del problema idrico il primo obiettivo della Regione Puglia». Perentorio il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni, fortemente preoccupato per le ripercussioni che la crisi idrica sta avendo sulle colture agricole e per quanto può ancora accadere nel prossimo futuro alle produzioni di uva da tavola, ortaggi e olive, in termini di calo di quantità e rese, oltre ad una paventata riduzione di investimenti finalizzati ai contratti di commercializzazione.

«L’annoso problema della siccità in Puglia – incalza il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - impone che tutti gli interventi finanziari anche nazionali e comunitari e le diverse politiche di sviluppo siano prioritariamente orientati ad affrontare in modo strutturale e non emergenziale la ricorrente crisi idrica. E’ necessario partire dall’esatta conoscenza del fenomeno, dei suoi effetti e della diversità e disponibilità di strumenti d’intervento. E’ essenziale monitorare costantemente i tradizionali ed usuali mezzi di approvvigionamento (pozzi ed invasi) e di vettoriamento (condotte), ma anche avere esatta contezza – conclude De Concilio - dei flussi d’acqua che vanno all’industria, di quelli che in emergenza possono essere prelevati ancora da fiumi, falde e sorgenti, dell’acqua che può essere resa disponibile dai dissalatori e dai depuratori urbani, oltre alla realizzazione di infrastrutture strategiche, a partire proprio dalla traversa del fiume Sarmento e dalla Diga di Piano dei Limiti».

Per Coldiretti Puglia vanno assolutamente rispettate le esigenze dei cittadini, ma al mondo agricolo non possono essere chiesti ciclicamente sacrifici che rischiano di frenare il futuro di una importante componente dell’economia pugliese.

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