FLAI-CGIL: «il 30% delle ore lavorate per la vendemmia è in nero»
Sono circa 150.000 i lavoratori senza contratto e impiegati in nero per la vendemmia 2008
Sono circa 150.000 i lavoratori senza contratto e impiegati in nero per la vendemmia 2008, con una spesa in nero per le aziende di circa 150.000.000 euro.
Sono queste le stime della Flai-Cgil sulle condizioni di lavoro per la vendemmia che è appena cominciata in tutta Italia.
Su scala nazionale la vendemmia è realizzata al 50% da forza lavoro regolarmente collocata, al 20% con la meccanizzazione e il restante 30% attraverso lo sfruttamento della manodopera ed il lavoro nero.
Se si divide il territorio nazionale nelle tre grandi aree geografiche del Mezzogiorno, del Centro e del Nord e considerando gli ettari e le giornate di lavoro necessarie ne consegue che nel Mezzogiorno circa il 50% delle giornate sono lavorate in nero, il 33% nel Centro e il 20% nel Nord Italia.
«Questi dati sono impressionanti,» – ha dichiarato il Segretario nazionale della Flai-Cgil Salvatore Lo Balbo – «la cui portata è ingigantita se si moltiplicano le giornate di lavoro in nero per la loro durata, che in genere è tra le dieci e le dodici ore».
«Ne viene fuori un quadro devastante» – ha continuato Lo Balbo – «che disegna un settore strategico per il nostro paese come quello vitivinicolo che è lavorato da milioni di ore completamente a nero, senza alcun contratto né tutela».
A livello regionale spicca il dato della Sicilia, che detiene il 17,47% dell’intera produzione di uve da vino e dove le giornate di lavoro in nero sono 770.000.
Molto alti sono anche i dati della Puglia, dove le giornate sono 630.000, e quello del Veneto, dove le giornate sono 180.000.
Seguono l’Emilia-Romagna con 150.000 giornate, la Campania con 149.000, l’Abruzzo con 147.000, la Toscana con 135.000 e il Piemonte con 132.000.
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