20 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Welfare negoziale

FAI-CISL: «Sul Welfare negoziale ha ragione il Ministro Sacconi»

«Il Welfare negoziale, auspicato dal Ministro Sacconi, è la giusta via per contenere la spesa pubblica sanitaria senza ridurre le garanzie per le categorie meno protette tra cui i lavoratori dipendenti»

«Il Welfare negoziale, auspicato dal Ministro Sacconi, è la giusta via per contenere la spesa pubblica sanitaria senza ridurre le garanzie per le categorie meno protette tra cui i lavoratori dipendenti». E’ questo il parere della FAI, il sindacato dei lavoratori agricoli e alimentaristi della CISL e del suo Segretario Generale Augusto Cianfoni.

«Destinare una parte del salario alla sanità integrativa realizza il miglior rapporto tra costi e prestazioni a patto che – contrariamente a quanto avviene nello specifico dell’industria alimentare – le prestazioni siano organizzate almeno per platee categoriali come avviene dal 1987 per gli operai agricoli con il Fondo nazionale FISLAF e da tempi più remoti per gli impiegati agricoli con l’ENPAIA»

«Non giova ai lavoratori insistere con le prestazioni sanitarie integrative delle polizze aziendali - sostiene Cianfoni – perché squilibrate sul versante dei costi». «Specie in tempi di basse retribuzioni – insiste il Segretario della FAI – le polizze aziendali assorbono troppo salario, che è costo del lavoro, mentre i Fondi categoriali, con meno costi, garantiscono migliori prestazioni». «Un tema tanto importante – conclude Cianfoni – che si spera entri nel confronto in corso tra le parti sociali e conseguentemente in quello tra esse e il Governo perché la prima condizione del risparmio è avere soldi da risparmiare».