19 gennaio 2020
Aggiornato 08:30
Sviluppo Italia

La Regione Sardegna replica alla Cisl su Sviluppo Italia

«La Cisl regionale nel criticare la Regione ha omesso di riportare esattamente ciò che prevede la legge»

A proposito della vertenza dei lavoratori di Sviluppo Italia Sardegna la Cisl regionale nel criticare la Regione ha omesso di riportare esattamente ciò che prevede la legge. La legge finanziaria nazionale del 2007, infatti, stabilisce che per le società regionali della ex Sviluppo Italia si procederà al piano di riordino d'intesa con le Regioni interessate anche tramite la cessione a titolo gratuito alle stesse Regioni o altre amministrazioni pubbliche delle relative partecipazioni.

Nonostante l'assenza di un obbligo all'acquisizione della società da parte della Regione, più volte la Giunta ha dichiarato, con comunicazioni ufficiali, di voler individuare con l'Agenzia nazionale e con i sindacati le modalità di riallocazione dei lavoratori della società controllata da Sviluppo Italia Sardegna.
Quanto dichiarato dalla Giunta nell'incontro del 6 dicembre, e riportato dalla Cisl, è stato riconfermato in lettere della Regione a firma del Presidente e dell'Assessore Rau il 16 gennaio, il 28 febbraio, il 6 giugno anche in riferimento ad analoga situazione della Società Insar e, da ultimo, il 9 luglio.

La Cisl sa bene che il Piano di riordino della ex Sviluppo Italia è anche oggetto di un acceso dibattito in sede di Conferenza delle Regioni, perché le Regioni vogliono evitare che la liquidazione di enti e società dello Stato si concluda con un semplice trasferimento di doppioni e strutture senza risorse.

La Regione, proprio per questo motivo, nelle comunicazioni all'Agenzia e al Governo ha sempre riportato l'esigenza che le modalità di riallocazione del personale, potessero essere attuate previo trasferimento delle risorse finanziarie necessarie per la gestione degli strumenti e delle funzioni in materia di autoimpiego e autoimprenditorialità che in passato erano in capo a Sviluppo Italia.

Pertanto, diversamente da quanto ritiene la Cisl nella sua critica alla Regione che cerca semplicemente di far valere i propri diritti e di trattare i lavoratori tutti allo stesso modo, non c'è nessun impegno da mantenere, ma solo risposte da sollecitare altrove.