18 gennaio 2020
Aggiornato 06:30
Al via i voucher per la raccolta di studenti e pensionati

Vendemmia 2008: 60% produzione sarà DOC, DOCG o IGT

E' quanto stima la Coldiretti alla vigilia dell’inizio delle operazioni della vendemmia 2008

Ben il 60 percento della produzione italiana di vino potrà essere commercializzata sotto una delle 486 denominazioni di origine (Docg, Doc e Igt) riconosciute in Italia. E' quanto stima la Coldiretti alla vigilia dell’inizio delle operazioni della vendemmia 2008 che dovrebbe assicurare un quantitativo di vino, se non interverranno eventi avversi, del 10% superiore ai 44 milioni di ettolitri del 2007.

Una produzione, realizzata per quasi i due terzi - precisa la Coldiretti - in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale - sottolinea la Coldiretti ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi, con una leggera prevalenza dei primi.
La vendemmia 2008 è peraltro segnata da importanti novità sul piano organizzativo e normativo dopo che l’approvazione della riforma di mercato del settore vitivinicolo ha recentemente autorizzato sotto la pressione di alcuni paesi europei la pratica dello zuccheraggio, ma anche la possibilità di chiamare vino anche quello ottenuto dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva. Una situazione - precisa la Coldiretti - aggravata dal via libera comunitario all'arrivo sul mercato di vini da tavola senza alcun legame territoriale che potranno riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali.

Sul piano organizzativo con la vendemmia 2008 vengono introdotti per la prima volta in Italia i voucher vendemmia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Un provvedimento lungamente atteso, ma che va incontro alle proposte avanzate da Coldiretti in materia di trasparenza e legalità oltre ad offrire nuove opportunità di reddito a categorie particolarmente deboli senza per questo destrutturare il mercato del lavoro agricolo.