16 ottobre 2021
Aggiornato 03:30
Così si tutelano la qualità e la tipicità delle produzioni

Agricoltura biologica: bene la campagna promozionale UE

Cia e la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio evidenziano l’importanza di questa iniziativa

Un’iniziativa importante che permette di tutelare e valorizzare la qualità e la tipicità delle produzioni agricole. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta la campagna promossa dalla Commissione Ue «Agricoltura biologica. Fa bene alla natura, fa bene a te».

Il progetto -afferma la Cia- coinvolgerà gli operatori del settore e ha come obiettivo prioritario quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul significato e sui vantaggi dei prodotti agricoli e alimentari biologici, sviluppando la consapevolezza del consapevolezza del consumatore nel riconoscere questi prodotti. La campagna Ue si rivolge in particolare ai giovani e ai bambini proprio per cercare di trasmettere nel futuro il concetto di agricoltura biologica.

D’altra parte, proprio il commissario Ue all’Agricoltura Mariann Fischer Boel ha sottolineato come la domanda dei consumatori per i prodotti biologici è in aumento e questo apre nuovi sbocchi a tutti i settori della catena di approvvigionamento alimentare.

Uno sviluppo -come sostengono la Cia e la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio- che si avverte in tutta l’Unione europea a 25, dove la superficie dedicata all’agricoltura biologica ha raggiunto il 4 per cento del totale coltivato. Più di 6 milioni di ettari a conduzione biologica, dei quali quasi il 18 per cento si trova in Italia che resta il primo produttore europeo. Seguono Germania e Spagna, ma la percentuale maggiore di superficie agricola biologica rispetto al totale nazionale spetta all’Austria che ha raggiunto l’11 per cento, seguita dall’Italia (8.4 per cento), dalla Repubblica Ceca e dalla Grecia (entrambe al 7.2 per cento).

Per quanto riguarda le aziende biologiche, queste rappresentano circa il 2 per cento del totale europeo, ma il settore è ancora in espansione. La dimensione media delle imprese «bio» è pari a 39 ettari, contro i 16 ettari delle aziende agricole convenzionali. Anche in Italia questa differenza è molto evidente, a fronte di una superficie media aziendale di 7,4 ettari per il convenzionale, la media delle aziende biologiche si attesta intorno ai 24 ettari.

Nell’Ue le principali colture biologiche sono rappresentate dai cereali e dal foraggio, mentre le colture industriali costituiscono il 20 per cento del totale. Per quanto riguarda, invece, gli allevamenti «bio», prevalgono quelli di ovini, seguiti dagli allevamenti bovini.

La campagna dell’Ue non potrà, quindi, che migliorare questa situazione. Per tale motivo -rilevano Cia e la sua associazione per l’agricoltura biologica Anabio- è previsto un sito internet multilingue, dove un'intera area sarà dedicata agli operatori del settore biologico i quali potranno beneficiare dell'aiuto gratuito di esperti in strategie di marketing per la promozione dei propri prodotti. A breve, verrà poi lanciato un concorso internazionale per la creazione di un nuovo logo che rappresenti l'intera agricoltura biologica europea.

La Commissione Ue assicura che l'iniziativa in favore del biologico «si basa su un approccio globale che serve agli interessi degli operatori della filiera biologica all’interno dell'Unione europea e dà loro il modo di promuovere attivamente questo tipo di agricoltura».

L’Esecutivo comunitario ha elaborato la campagna con l’aiuto di esperti nazionali, rappresentanti dei ministeri dell’agricoltura dei paesi membri ed associazioni nazionali e internazionali dell’agricoltura biologica e punta, attraverso una trasparenza ed una fiducia accresciute, di rafforzare il gradimento dei consumatori verso i prodotti biologici.