16 ottobre 2021
Aggiornato 11:30
Movimprese: natalità e mortalità delle imprese italiane registrate presso le Camere di commercio

Imprese: i venti di crisi frenano la vitalità del sistema (+0,61%)

Saldo positivo tra aprile e giugno (+37.000 unità) ma diminuiscono le aperture (-4mila). Le imprese meglio organizzate si rafforzano: oltre 8mila in più le unità locali. Meno spinta dalle regioni del Centro Italia, Sud sopra la media. Bene gli artigiani (+0,68%), male le coop (-1,41%)

Continua ad espandersi la business community del Bel Paese ma, sotto i colpi della crisi dei mercati, la sua vitalità appare frenata. Tra aprile e giugno scorsi l’anagrafe delle imprese tenuto dalle Camere di commercio ha registrato un bilancio positivo per 36.869 unità tra «nascite» e «morti», come risultato del saldo tra le 112.550 imprese neonate e le 75.681 che nel periodo hanno cessato l’attività. Il tasso di crescita trimestrale si è però fermato allo 0,61%, il valore più contenuto degli ultimi sei anni e in ulteriore diminuzione rispetto allo 0,66% rilevato nello stesso trimestre del 2007.

A determinare l’andamento del trimestre è stata principalmente la ridotta natalità: le iscrizioni sono infatti diminuite di poco meno di 4mila unità rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, mentre il numero di cancellazioni si è mantenuto sostanzialmente stabile (360 in meno rispetto allo scorso anno). A conferma che il processo di selezione in atto da tempo tende a favorire l’irrobustimento delle imprese meglio organizzate, le unità locali (cioè le sedi produttive o di servizio dipendenti dalla sede principale dell’impresa) sono aumentate di 8.611 unità, per una variazione superiore a quella media delle sedi d’impresa (0,82 contro 0,61%).

Alla minore vitalità del sistema hanno contribuito, tra gli altri, tre fenomeni significativi: innanzitutto la conferma che, dopo quasi due anni di spinta ininterrotta in coincidenza con la lunga fase espansiva del comparto edilizio, le costruzioni non sono più il settore guida della crescita del tessuto imprenditoriale, essendo state sopravanzate dall’area dei servizi alle imprese; in secondo luogo, la frenata nella spinta delle società di capitale che, pur confermandosi la forma giuridica più vitale (+1,21% la crescita nel trimestre) perdono smalto rispetto al passato; terzo, il ritorno delle regioni del Centro Italia (del Lazio in particolare) a valori di crescita intorno alla media nazionale dopo una lunga serie (quasi due anni) di trimestri-record. In conseguenza di queste dinamiche, il totale delle imprese italiane registrate alle Camere di Commercio (che include tutte le attività economiche sia attive sia inattive, con e senza addetti) a fine giugno 2008 si è attestato al valore di 6.101.110 unità.

Questi i dati principali diffusi oggi da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta sul Registro delle Imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane (i dati completi sono disponibili sul sito www.infocamere.it).