16 ottobre 2021
Aggiornato 10:30
Assegno sociale

Piccinini: «Norma su assegno sociale distrugge sistema assistenziale»

«Misura aberrante e contraddittoria, Senato la cancelli»

«Se la norma sugli assegni sociali non sarà modificata in Senato ci troveremo di fronte alla distruzione del nostro sistema assistenziale». È quanto afferma la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, in merito all’emendamento dell’esecutivo alla manovra economica che applica una stretta agli assegni sociali. A decorrere dal 1 gennaio 2009, infatti, dice la dirigente sindacale, «per avere titolo all’assegno sociale gli aventi diritto (tutti: italiani e stranieri) dovranno dimostrare oltre ai consueti requisiti di età e di reddito anche la sussistenza del soggiorno legale e di 10 anni di lavoro ‘continuativo’ coperto da contribuzione nel territorio nazionale».

La norma, aggiunge Piccinini, «appare aberrante e contraddittoria: cancella, infatti, l’unica misura di carattere assistenziale prevista per gli anziani ultra sessantacinquenni ed introduce il deleterio principio che anche le prestazioni di carattere assistenziale possano essere legate a requisiti contributivi». Inoltre, continua, «la norma cozza inoltre anche contro il sistema contributivo laddove per il diritto alla pensione di vecchiaia a 65 anni sono sufficienti 5 anni di contribuzione effettiva».

«La misura - osserva la segretaria confederale Cgil - concepita presumibilmente per limitare la concessione dell’assegno sociale da parte dei cittadini neocomunitari e dei loro ascendenti, e da considerarsi quindi odiosa e discriminatoria, con i successivi emendamenti presentati ed accolti finisce per colpire tutti: cittadini italiani e stranieri». Per questi motivi, conclude Piccinini, «chiediamo che la norma sia cassata, che il nostro Stato non rinunci ad interventi di protezione sociale verso le fasce povere della popolazione anziana residente, che non vengano fatti interventi discriminatori per i cittadini stranieri».