21 gennaio 2022
Aggiornato 11:00
Udine

Tumore al seno, quando le donne tornano a casa

"Importante prevenzione e screening, ma altrettanto decisivo e il percorso che viene dopo la malattia che deve essere un ritorno alla vita normale", commenta il vice governatore Riccardi

UDINE - «L'obiettivo della prevenzione e di una capillarità ancora maggiore degli screening, ma, altrettanto decisivo, il percorso che viene dopo la malattia e che non può diventare una sopravvivenza, ma deve essere un ritorno alla vita normale». Lo ha detto oggi a Villa Manin di Passariano (Codroipo) il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, in apertura del convegno "Donne, ecco i nostri alleati: screening, alimentazione e movimento", organizzato dai Comitati dell'Associazione nazionale donne operate al seno (Andos) in occasione del mese mondiale della prevenzione di questo tipo di neoplasia.

NEOPLASIA MAMMARIA - Riccardi, ringraziando l'Andos per l'attività messa in campo a sostegno di chi deve affrontare e ha affrontato la malattia, ha sottolineato come quello della prevenzione sia un ambito strategico vincente nel quale la Regione, attraverso il programma di screening mammografico, è all'avanguardia in campo nazionale.

CONTROLLO E DIAGNOSI - Nello scorso anno in Fvg hanno scelto di sottoporsi all'esame il 70% delle donne chiamate a fare il test, mentre sul fronte della diagnostica, il programma regionale dal 2006 al 2017 ha portato a confermare dai 350 ai 500 casi all'anno di cancro al seno.

DOPO L'OSPEDALE - «La sfida - ha rimarcato Riccardi - è quella relativa alla qualità della gestione della fase seguente alla cura della malattia, quando la persona ha il diritto a tornare ad un'esistenza il più possibile vicina alla normalità. E proprio questo percorso - ha concluso - ha a che fare con il processo di riforma in atto, perché in tale fase diventa decisivo il sistema di assistenza territoriale e non più l'ospedale».