15 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Museo Dell'Opera di Firenze

Apre a Firenze il nuovo Museo dell'Opera del Duomo

Più di 750 capolavori del rinascimento riuniti in un unico grande spazio che da' valore e respiro ad opere visibili per la prima volta al pubblico dopo un minuzioso lavoro di restauro

FIRENZE - Benvenuto, Museo del Duomo! Il 29 ottobre aprirà a Firenze il nuovo Museo dell'Opera del Duomo che conserva la maggiore collezione al mondo di scultura del Medioevo e del Rinascimento fiorentino. Sono 750 opere tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui i capolavori dei maggiori artisti del tempo. Tra queste più di 200 opere visibili per la prima volta al pubblico dopo il restauro, come la Maddalena di Donatello, la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti per il Battistero di Firenze e i ventisette pannelli ricamati in oro e sete policrome su disegno di Antonio del Pollaiolo.

Grandi spazi e opere inestimabili
Dopo anni di lavori e un investimento da 45 milioni di euro l'Opera di Santa Maria del Fiore ha presentato in anteprima alla stampa il suo nuovo museo, progettato da Adolfo Natalini. Uno spazio di 6 mila metri quadrati ricavato dall'ex Teatro degli Intrepidi in cui a spiccare è soprattutto la grande sala centrale, con la ricostruzione in scala 1:1 della facciata originale di Santa Maria del Fiore progettata da Arnolfo e, di fronte, le due porte del Battistero di Lorenzo Ghiberti restaurate dall'Opificio delle pietre dure (a fine 2017 si aggiungerà anche la terza, di Andrea Pisano, tutt'ora in fase di restauro). Al piano superiore, la Galleria del Campanile di Giotto, lunga 36 metri, con 16 statue a grandezza naturale e le 54 formelle originali che adornavano il campanile. Infine, la Galleria delle Cantorie di Donatello e Luca della Robbia con i due grandi pergami realizzati tra il 1431 e il 1439 per il Duomo; accanto una sala ottagonale con i 25 rilievi dal coro cinquecentesco realizzato da Baccio Bandinelli e la sala dell'Altare d'argento dove sono esposte le opere che facevano parte del "Tesoro del Battistero".

Il grande lavoro per il Museo
«Per secoli abbiamo studiato le celebri porte del Ghiberti di cui la più conosciuta è la porta del Paradiso come se fossero oggetti a se stanti – Spiega il direttore del Museo dell’Opera del Duomo, monsignor Timothy Verdon - Ma erano pensate per stare in una piazza e precisamente di fronte all’opera scultorea più grande dell’epoca che era l’incompiuta facciata del Duomo, con più di 50 statue, che era compiuta solo fino a un terzo della sua altezza. La facciata è stata ricostruita in scala 1:1 grazie al fatto che prima di smantellarla nel 1587 i fiorentini di allora fecero fare un disegno esatto, in base al quale abbiamo potuto ricostruirla quasi tutta in larghezza e tutta l’altezza, perché non era mai stata portata a più di venti metri d’altezza. Noi abbiamo riportato la Porta del Paradiso e le altre porte del Battistero di fronte a quella facciata ricostruita; le statue che in origine erano nelle nicchie vi sono state riportate. Le porte oggi si vedono come Ghiberti e i suoi contemporanei credevano che sarebbero state visibili, in rapporto a questa grandissima facciata».