19 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Milano Fashion Week

Armani, passerella in rosso e un libro da scoprire

Chiude la settimana della moda con due sorprese, Giorgio Armani: la grinta dei suoi abiti che sostituisce la sua classica semplicità ed un libro sulla sua vita, curato da Suzy Menkes e costellato di testimonianze fotografiche di una vita dedicata allo stile

MILANO - Ha chiuso come sempre la Fashion Week Giorgio Armani e stupisce tutti rinunciando alla sua solita semplicità per lasciarsi andare a qualche cosa di più eccentrico. Uno particolarmente grintoso, sfavillante e che dà spazio al colore, in particolare il rosso.

Femminilità, geometri e... rosso
Il fulcro della collezione è la valorizzazione della femminilità, senza mai scadere nell'eccesso: bolero corti con fantasie geometriche grandi e piccole, caban di nastri intrecciati, poncho con le frange trasformati in abiti, trasparenze ad effetto nelle canotte in tulle da portare con giacche a un bottone caratterizzate dalle fantasie geometriche. Le gonne sono corte ma con parsimonia, a palloncino o a corolla, gli short mai troppo stretch. La sera è rosso ma anche di giorno è protagonista, ma nei dettagli: una sottogonna, una striscia di tessuto, una collana. In prima fila da Armani non mancano le attrici italiane, prima tra tutte Sofia Loren.

Il libro su Re Giorgio
Ma la notizia del giorno, è un'altra, l'uscita del libro «Giorgio Armani», curato dalla grande giornalista Suzy Menkes, presentato al pubblico subito dopo lo show. In copertina un Armani bambino piccolo, immortalato dalla mamma, con il caratteristico naso all'insù. Una serie di memorie, soprattutto fotografiche, che aiutano a comprendere il lungo e articolato percorso che l'ha trasformato da vetrinista de La Rinascente a unica vera icona vivente della moda.

Una vita di stile
Lo stilista racconta: «Ci ho messo una vita intera a scrivere questo libro. È stato duro e bellissimo. Ho fatto una rivoluzione gentile e ho voluto raccontarla mischiando la vita personale e professionale nelle stesse pagine». Per Armani non è mai esistita una divisione netta tra la professione e la quotidianità, tutti gli elementi che lo circondano parlano di lui e si traducono in un universo fluido e circolare, scandito da una estrema coerenza estetica e umana, quella che lo ha farro diventare «Re Giorgio».