24 agosto 2019
Aggiornato 07:00
Cinema italiano

Pieraccioni: Poca gente al cinema? Colpa della crisi

L'attore al Giffoni Film Festival: Oggi le priorità sono altre. L'Italia sta passando una vera crisi, è come se alla gente mancasse l'aria, è affannata, preoccupata. Ovvio che in questa situazione la priorità di un padre non è quella di portare tutta la famiglia al cinema

MILANO - «Da Veronesi passo a Genovese, si sente che c'è crisi». Con una simpatica battuta Leonardo Pieraccioni annuncia al Giffoni Experience il suo prossimo lavoro cinematografico: un film corale scritto con Paolo Genovese, in uscita il prossimo anno. Il comico fiorentino lascia quindi il compagno di sempre Giovanni Veronesi, e si affida allo sceneggiatore romano, già regista de «La banda dei babbi Natale» e «Immaturi».

FILM A QUATTRO MANI CON PAOLO GENOVESE - «Lascio decantare per un po' la commedia sentimentale e mi dedico ad una pellicola corale molto divertente che sto scrivendo a quattro mani con Paolo Genovese - ha affermato Pieraccioni -. Il film inizia dove generalmente finiscono tutte le mie storie. Cosa fanno gli innamorati che abbiamo lasciato nell'idillio del lieto fine? Seguiamo le avventure di una coppia dopo 12 anni di matrimonio».

CALO SPETTATORI? COLPA DELLA CRISI - Pieraccioni, che ha debuttato sul grande schermo nel 1995 con «I Laureati», ha poi detto la sua sulla crisi che ormai da diverso tempo attanaglia il nostro Paese. «Il cinema oggi è in quarta battuta - ha sottolineato il regista, esploso nel 1996 grazie a «Il ciclone» -. L'Italia sta passando una vera crisi, è come se alla gente mancasse l'aria, è affannata, preoccupata. Ovvio che in questa situazione la priorità di un padre non è quella di portare tutta la famiglia al cinema. La mancanza di spettatori è un termometro del momento».

IL SOSTEGNO A RENZI - Infine una battuta sul situazione politica italiana. «Sembra che l'unico problema sia far dimettere la Minetti, come se le sue dimissioni fossero la cura di tutti i mali - ha concluso Pieraccioni -. Siamo spettatori di un teatrino infinito già visto, si è perso il senso della politica. Matteo Renzi? Ha tante energie, io lo sostengo».