20 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Musica italiana

Biagio Antonacci: Avere successo con X-Factor? Troppo facile

L'artista intervistato da «A» si rivolge ai giovani: Non fatevi rubare i desideri. Ci vogliono tenacia, energia, un obiettivo e tanto sudore. Faccio questo mestiere da 20 anni, non rimango in classifica una stagione sola, come quelli di X-Factor. Così sono capaci tutti

RIMINI - «Ci vuole luce. Voi dovete illuminare le stanze in cui entrate. Io sono un autodidatta, non ho studiato musica. Ma questo non mi ha mai fermato». Biagio Antonacci inseguiva il suo sogno con un obiettivo preciso: «Mi ero imposto una data di scadenza: se entro i trent'anni non ce l'avessi fatta, avrei archiviato la chitarra - racconta in un'intervista ad A, in edicola domani -. Non ho mai pensato di vivere elemosinando una vita da mezzo musicista. Io volevo fare la rockstar. È chiaro il concetto?».

Prima del concerto del 29 maggio a Rimini, Antonacci ha incontrato alcuni ragazzi scelti tra quelli che hanno inviato un curriculum ad A4job, l'iniziativa del settimanale diretto da Maria Latella che mette in contatto i giovani neo laureati con multinazionali e aziende in cerca di talenti. La sera stessa Antonacci ha donato il compenso della tappa riminese per sostenere le persone colpite dal terremoto, invitando altri artisti italiani a seguire il suo esempio. «Il terremoto uccide non solo fisicamente, ma anche moralmente. Sono giù, ho un legame speciale con queste terre - ha spiegato -, le sento mie. Sono di Milano, ma vivo a Bologna».

Ma Antonacci ha voluto sottolineare anche il suo personale concetto di talento, e di come si costruisce una carriera di successo: «Ci vogliono tenacia, energia, un obiettivo e tanto sudore. Faccio questo mestiere da 20 anni, non rimango in classifica una stagione sola, come quelli di X-Factor. Così sono capaci tutti».