15 dicembre 2018
Aggiornato 08:00

Lucio Dalla, addio al «poeta» bolognese

Il cantante stroncato ieri da un infarto durante tour in Svizzera. Una carriera discografica lunga 50 anni e costellata da successi indimenticabili, frutto del sentimento di un uomo che ha saputo coniugare poesia e musica
Lucio Dalla
Lucio Dalla (ANSA)

MILANO - Lutto nel mondo della musica italiana, e non solo. E' morto Lucio Dalla, stroncato nella notte tra mercoledì e giovedì da un arresto cardiaco a Montreaux, durante un tour in Svizzera. Bolognese, domenica avrebbe compiuto 69 anni, come ricordato dal titolo di «4 marzo '43», la canzone che riprende la sua data di nascita. Una carriera discografica lunga 50 anni e costellata da successi indimenticabili, frutto del sentimento di un uomo che ha saputo coniugare poesia e musica.

A soli sette anni un tumore si porta via il padre di Lucio, quel cacciatore citato in «Come è profondo il mare». Rimasto con mamma Iole, ritratta nella copertina dell'album «Cambio», Lucio frequenta il Collegio Vescovile «Pio X» di Treviso, dove inizia a suonare la fisarmonica, uno strumento a cui lui rimarrà sempre legato. In adolescenza torna a Bologna, si appassiona al jazz, e inizia ad esibirsi in alcuni gruppi dilettantistici, mostrando subito un talento naturale al clarinetto. Alla fine del 1962 entra nei «Flippers», collaborando ad alcune incisioni di Edoardo Vianello, che la band accompagnò anche nelle serate. Nel 1963 la svolta: Gino Paoli, durante il Cantagiro dove Lucio partecipava a fianco di Vianello con il brano «I Watussi», lo persuade a tentare la carriera solista. Nel '64 così, a 21 anni, Dalla incide il suo primo 45 giri contenente «Lei» e «Ma questa sera». Lo stesso anno il debutto al Cantagiro, che si risolve però in una bruciante delusione.

Ma Lucio non si abbatte e nel 1967 esordisce come attore in un film d'autore dei fratelli Taviani: si trattava de «I sovversivi», per il quale Dalla si aggiudica una candidatura come migliore attore alla Mostra di Venezia. All'inizio del nuovo decennio incide il secondo album «Terra di Gaibola», con alcune canzoni considerate tra le migliori della sua produzione. Dalla partecipa per la terza volta al Festival di Sanremo del 1971 con 4/3/1943 e si classifica il terzo posto assoluto. L'anno dopo torna nelle città dei fiori con la storica «Piazza Grande», dedicato a un senzatetto, la cui musica fu scritta da Ron.

Negli anni '70 collabora con il poeta Roberto Roversi e con Francesco De Gregori: i due cantautori scrissero insieme la musica per «Pablo», che De Gregori inserì in «Rimmel», e per Giovane esploratore «Tobia», inclusa l'anno dopo in «Bufalo Bill». Dopo lo strappo con Roversi nel 1976, Dalla raggiunge la sua maturità artistica: di lì in avanti sarà in tutti i suoi album sia compositore che autore. Ma è il 1986 a lanciare Dalla al vero successo grazie alla canzone «Caruso», unico inedito del doppio album live «DallAmeriCaruso».

Superati i cinquant'anni, Dalla abbandona quasi completamente gli istrionismi. «Cambio», «Henna», «Canzoni», il cui singolo di lancio, «Canzone», è stato scritto insieme a Samuele Bersani, pupillo di Lucio. Dopo «Ciao» del 1999, il nuovo millennio si apre con «Luna Matana» del 2001. Ma è in questi anni che Dalla si avvicina alla musica lirica: «Tosca - Amore disperato», brano interpretato con la partecipazione di Mina, fino all'interpretazione delle musiche di Vivaldi con i Solisti Veneti di Claudio Scimone. Nel 2007 inizia a collaborare con Marco Tutino, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna, per un progetto sul «Pulcinella» di Igor Stravinskij.

Sempre nel 2008 Lucio mette in scena L'opera del Mendicante di John Gay. Il resto è storia recente. Nel 2010 torna a calcare i palchi italiani al fianco di De Gregori, con il quale lancia un inedito intitolato «Non basta saper cantare». La tournée ha uno straordinario successo e si conclude nel 2011, al concerto del primo maggio. Poche settimane fa Lucio è tornato al Festival di Sanremo, a quarant'anni dall'ultima partecipazione, accompagnando il giovane cantautore Pierdavide Carone con il brano Nanì, del quale è anche co-autore.