15 giugno 2021
Aggiornato 18:30
TV | Festival di Sanremo 2012

Celentano all'attacco dei giornali cattolici e della Consulta

Risposta ironica del quotidiano dei Vescovi «Avvenire»: Bravo, bello spettacolo. Morandi: Boom di ascolti lo dobbiamo all'amico Adriano. Garimberti: Da Celentano intollerabile disinformazione. La dg Rai Lorenza Lei invia Marano a coordinare il festival

SANREMO - Se l'è presa con i preti che «non parlano mai del paradiso come a dare l'impressione che l'uomo sia nato solo per morire», con l'«ipocrisia» dei giornali cattolici che «andrebbero chiusi», con la Consulta che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale «buttando nel cestino più di un milione di firme» e con la Merkel e Sarkozy che «avevano proposto l'acquisto di armamenti come condizione per salvare la Grecia». E' destinato a suscitare polemiche il lungo monologo di Adriano Celentano, che ha trasformato il palco dell'Ariston in un vero e proprio teatro di guerra nella serata inaugurale della 62esima edizione del Festival di Sanremo, prima di lanciare, dallo stesso palco, le sue «bombe» mediatiche.
«Avrò girato mille chiese - ha esordito - e morire se durante la predica si capisce qualcosa di quello che dice il prete. Nelle ultime file non si sente niente ma il Vangelo dice beati gli ultimi. Se c'è una cosa che non sopporto e mi innervosisce non soltanto dei preti ma anche dei frati - ha proseguito il Molleggiato - è che quando fanno la predica non parlano mai della cosa più importante, non parlano mai del paradiso come a dare l'impressione che l'uomo sia nato solo per morire ma le cose non stanno così: noi siamo nati per vivere», ha affermato.

Dai preti ai giornali cattolici il passo è breve: «Giornali inutili come Famiglia Cristiana e l'Avvenire dovrebbero essere chiusi» perché «per loro - ha dichiarato Celentano - il discorso di Dio occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a uno come Don Gallo che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli ultimi». Il secondo bersaglio dei bombardamenti dell'Adriano nazionale, accolto da una vera e propria ovazione dalla platea dell'Ariston, è stato Luca Cordero di Montezemolo che «ha fatto bene a fare il treno veloce» ma «l'alta velocità bisogna bilanciarla con qualcosa di lento», ha detto, invitando l'ex presidente di Confindustria a fare «un treno lento, che si potrebbe chiamare Lumaca», perché «c'è qualcuno che vuole andare lento per ammirare le bellezze dell'Italia».

Tra una canzone e l'altra il Molleggiato ha preso di mira anche la Consulta che ha bocciato il referendum per abrogare l'attuale legge elettorale: «Di Pietro, Parisi e Segni -ha sottolineato- hanno raccolto un milione e duecento mila firme che la Consulta ha buttato nel cestino». Anche Morandi ha criticato la decisione della Consulta, sostenendo che, «bocciando il referendum, ha tolto la parola ai cittadini». «Guardi che con queste cose che ha detto Morandi io non c'entro niente», ha precisato Celentano, rivolgendosi alla padrona di casa, il direttore generale della Rai, Lorenza Lei. Pronta la replica del conduttore bolognese: «E' vero, le ho dette io ma le ha scritte lui». E proprio al direttore generale della Rai è stata dedicata una delle ultime stoccate di Adriano: «Adesso ho capito perché si chiama Lei: perché vuole mantenere le distanze e anche Santoro l'ha distanziato mica male».
Prima di concludere il monologo, il cantante non ha risparmiato un duro attacco al critico del Corriere della sera, Aldo Grasso, definito «un deficiente che scrive idiozie» e ai presidenti di Germania e Francia, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, che «avevano proposto l'acquisto di armamenti come condizione per salvare la Grecia. E' questa l'Europa che vogliamo, cinica e armata fino ai denti?», ha chiesto al pubblico, tornando ad uno dei suoi tradizionali cavalli di battaglia. Ma la guerra delle polemiche, a giudicare dalle prime reazioni, per Celentano è appena cominciata.

Ironica la replica a Celentano del quotidiano dei vescovi Avvenire. Ieri al festival di Sanremo Adriano Celentano «se l'è presa con i preti e con i frati (tutti tranne uno) che non parlano del Paradiso. E se l'è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana che vanno chiusi. Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero». Così il direttore di Avvenire Marco Tarquinio in un corsivo intitolato ironicamente Bello spettacolo. «Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo. Viva Sanremo e viva la Rai». Il direttore del quotidiano della Cei aggiunge un Ps: «Naturalmente, caro Celentano, continueremo a parlare e far parlare di Dio, degli uomini e delle donne di questo mondo. Soprattutto di quelli che in tv non ci vanno mai, neanche gratis».

Morandi: Boom di ascolti lo dobbiamo all'amico Adriano - «Quando ho visto gli ascolti di ieri mi son venuti i brividi. Abbiamo fatto il 50% di share, una roba incredibile, e lo dobbiamo molto anche al nostro amico Adriano che canta, fa casino, provoca ma meno male che c'è. Speriamo che torni». Lo ha detto Gianni Morandi, all'inizio della seconda serata del Festival di Sanremo.

Morandi: Celentano sabato tornerà al festival - Adriano Celentano sabato tornerà sicuramente al Festival di Sanremo e non è esclusa una sua incursione anche nella serata di oggi. Lo ha annunciato al Tg 1 Gianni Morandi, pochi minuti prima dell'inizio della seconda serata della kermesse canora. «Non so se tornerà stasera ma è possibile, sicuramente verrà sabato», ha detto il conduttore bolognese, spiegando di aver incontrato oggi il Moleggiato, trovandolo «tranquillo», nonostante le polemiche scatenate dal suo intervento di ieri.
A prendere parte sicuramente alla trasmissione di stasera saranno le due showgirl Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, che ieri avevano sostituito Ivana Mrazova, bloccata a letto da una cervicalgia acuta. Anche la bellissima modella ceca, che oggi ha partecipato alle prove, questa sera salirà finalmente sul palco dell'Ariston.

Mazzi non esclude una nuova incursione di Celentano - L'incognita maggiore riguarda una possibile nuova incursione del Molleggiato, che, nonostante l'arrivo nella città dei fiori del «commissario» Marano, il direttore Mazzi non si è sentito di escludere: «L'avventura di Adriano a Sanremo - ha detto durante la conferenza stampa - non finisce qui». Polemiche o no - incluso il richiamo del presidente della Rai Paolo Garimberti - Celentano era previsto per almeno due interventi. Un annuncio quello di Mazzi però che per i vertici Rai ora suona più come una minaccia.

Garimberti: Da Celentano intollerabile disinformazione - Adriano Celentano al Festival di Sanremo si è reso responsabile di «disinformazione» e «intollerabile censura» con «insulti» e anche si «denigrazioni delle istituzioni» da cui il servizio pubblico radiotelevisivo della Rai «non può che dissociarsi». Lo ha affermato il presidente della Rai Paolo Garimberti.
«La libertà è sacra ed è sacra - ha scritto in una dichiarazione- anche quella di Adriano Celentano. La libertà però deve essere esercitata con responsabilità e rispetto. Perché altrimenti non è libertà, è qualcosa di profondamente diverso che rende persino le provocazioni insopportabili. Auspicare la chiusura di un giornale è invocare la censura, una intollerabile censura. Non c'è altro modo di definirla. E sorprende che a buttarla lì sul tavolo, con inescusabile protervia, sia stato chi, per anni, ha lamentato di essere vittima dello stesso trattamento. Così come è intollerabile insultare qualcuno che non può rispondere. Non si possono poi denigrare istituzioni come la Corte Costituzionale, stravolgendo il senso del suo operato: citare parzialmente l'articolo uno della Carta affermando che la «sovranità appartiene al popolo» senza completarlo aggiungendo «che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione» è un'operazione di disinformazione da cui la Rai, che è Servizio Pubblico, non può che dissociarsi».

La dg Rai Lorenza Lei invia Marano a coordinare festival - Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, dopo aver ascoltato informalmente il presidente e i consiglieri di amministrazione presenti, ha deciso, «di fronte alla situazione che si è venuta a creare» di inviare il vice direttore generale per l'offerta, Antonio Marano,» a coordinare, con potere di intervento, il lavoro del Festival di Sanremo». Lo ha comunicato la Rai, con una nota, poco prima della conferenza stampa odierna al teatro Ariston, che era prevista per le 12 ma è stata spostata alle 13.

Mazza: Celentano? Mi meraviglio di chi si meraviglia - «Resto meravigliato di tanta meraviglia per Celentano». Con queste parole il direttore di Rai 1 Mauro Mazza ha aperto la conferenza stampa di oggi al teatro Ariston di Sanremo. «Nel contratto -ha sottolineato Mazza- era prevista la libertà d'espressione dell'artista, poi -ha aggiunto il direttore di Rai 1- si può valutare se abbia travalicato i confini del codice etico».
«Dare del deficiente a un collega -ha detto Mazza, riferendosi al duro attacco del Molleggiato al critico Aldo Grasso- è una cosa certamente di cattivo gusto e forse configura anche una violazione del codice etico. Quando si auspica la chiusura di un giornale, di qualsiasi giornale -ha aggiunto- a me corre un brivido lungo la schiena. E' paradossale -ha concluso il direttore di Rai 1- che Celentano abbia parlato della Rai che censura mentre era sul palco a dire quello che voleva».