15 dicembre 2019
Aggiornato 00:00

Oleg Marshev a Cremona Pianoforte

Il grandissimo pianista porterà la sua esperienza di concertista internazionale e insegnante nell’ambito dell’appuntamento organizzato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione nell’ambito di Cremona Pianoforte

CREMONA – High Fidelity ha scritto di lui: «Marshev suona divinamente: con superiorità, chiarezza e grande temperamento. Questo è un pianismo del tutto fuori dal comune».
Oleg Marshev, nato a Baku, Azerbaijan, classe 1961, è un concertista che si è formato con Valentina Aristova alla scuola Gnesiny e con Mikhail Voskresensky al Conservatorio di Mosca. Nel suo prestigioso curriculum è lunghissimo l'elenco dei premi vinti partecipando ai più importanti concorsi in tutto il mondo.
La sua attività concertistica è molto intensa: tiene concerti in tutta Europa, Giappone, Nuova Zelanda, Stati Uniti e Canada, e in Italia ha suonato nei principali centri musicali. Nonostante questa importante attività concertistica, Oleg Marshev ha scelto di dedicarsi anche all'insegnamento, e tiene corsi di alto perfezionamento e masterclass al Conservatorio «G. Verdi» di Milano.
Proprio per questa sua duplice esperienza nel campo della musica sarà relatore, nella seconda sessione interamente dedicata al pianoforte, del III Convegno internazionale sulla didattica musicale che si terrà nell’ambito di Mondomusica e Cremona Pianoforte, organizzato da CremonaFiere in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca.

Dopo aver suonato in tutto il mondo, e con al suo attivo quasi una quarantina di CD, si dedica anche all'insegnamento. L’esperienza concertistica influisce sul suo metodo di insegnamento?
«Certamente influisce, e molto; penso che entrambe le esperienze servano ad arricchirsi l'un l'altra. L'esperienza concertistica avvicina l'insegnamento al mondo reale; non dimentichiamo che tutte le nostre idee musicali, le nostre emozioni, tutto il lavoro che facciamo a casa studiando i pezzi, hanno sempre uno scopo finale: vanno portati agli ascoltatori. D'altra parte insegnare ai propri studenti, esprimere loro le proprie idee musicali traducendole in parole, significa anche renderle più concrete, scolpirle e realizzarle meglio anche nella propria esecuzione».

Lei proviene dalla grande scuola russa. E' veramente molto diversa dalle scuole europee?
«No, non lo è. La grande scuola russa è nata dalle scuole europee, innanzitutto dai più grandi insegnati di pianoforte dell'Ottocento - da Liszt e Leszeticky. Come sappiamo, nelle loro classi studiavano tantissimi grandi interpreti da tutta Europa. Poi i grandi personaggi del pianismo russo hanno sviluppato la nostra scuola come oggi tutti la conoscono».

Lei vive in Italia da tanti anni ed è anche titolare della cattedra all'Università «Anton Bruckner» a Linz in Austria. Ci sono differenze secondo lei nella situazione musicale fra Italia e Austria?
«Sento che in Austria c'è un notevole interesse per la musica classica. Noto sempre con piacere che le notizie sul mondo della musica trovano molto spesso ampio spazio nei media; la musica classica non è relegata in un angolo, ma anzi viene posta in primo piano all'attenzione del pubblico. L'Austria investe nella formazione musicale e, come risultato, ha maggior interesse da parte della gente. L'Italia d'altra parte ha un enorme potenziale, ma credo che ci sia la necessità di sviluppare questo potenziale in modo ancora più efficace. Anche per questo motivo partecipo al convegno organizzato nell’ambito di Cremona Pianoforte perché ritengo questo tipo di incontro tra addetti ai lavori ed istituzioni molto importante per il futuro della musica e, soprattutto in questo caso, della didattica musicale.»

L’appuntamento per questo convegno è quindi fissato a Cremona Pianoforte, sabato 1 ottobre: un appuntamento imperdibile per approfondire i temi più importanti legati allo sviluppo della musica in Italia e in Europa.

Per scoprire il programma completo di Cremona Pianoforte potete visitare il sito www.cremonapianoforte.it