Ecco la top ten per sopravvivere ai festival
Prontuario semiserio di resistenza musicale dell'Osservato Romano
CITTÀ DEL VATICANO - «Un piccolo prontuario di resistenza musicale» che «potrebbe essere utile in questo periodo dell'anno in cui ai rigori e alle brume stagionali rischia di aggiungersi una marea crescente di canzoni festivaliere». A scriverlo è l'Osservatore Romano che oggi pubblica un articolo dal titolo «Prontuario semiserio di resistenza musicale - dieci dischi per sopravvivere ai festival».
Il quotidiano della Santa Sede stila una vera e propria top-ten, consigliando «le pietre miliari» della storia del rock, con le quali resistere alla «marea crescente di canzoni festivaliere. Una marea che si preannuncia particolarmente perniciosa - ma siamo pronti a ricrederci - scrive il foglio vaticano - per la presenza di principi e allenatori di calcio».
Ed ecco la classifica: 'Revolver' dei Beatles (1966), 'If I could only remember my name' di David Crosby (1971), 'The dark side of the moon' dei Pink Floyd (1973), 'Rumours' dei Fleetwood Mac (1977), 'The Nightfly' di Donald Fagen (1982), 'Thriller' di Michael Jackson (1982), 'Graceland' di Paul Simon (1986), 'Achtung baby' degli U2 (1991), 'What's the story, morning glory?' degli Oasis (1995), 'Supernatural' di Carlos Santana (1999).
«Per non restare completamente travolti e per ricordare che un'alternativa esiste - anche se in questo costante stato d'assedio è sempre più difficile individuarla - conclude il giornale vaticano - il nostro modesto prontuario può indicare la strada delle buona musica».
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