24 luglio 2019
Aggiornato 01:00

Foggia al Diario Motori: «Valentino Rossi non mi ha insegnato a guidare, ma...»

L'iridato Junior in carica è pronto per la sua stagione di esordio nel Motomondiale, con il team Sky Vr46 del Dottore: «Lui mi ha trasmesso il rispetto per i rivali»

MILANODennis Foggia, innanzitutto una curiosità: nel team Sky Vr46 c'è già un pilota con il numero 10, in onore di Francesco Totti. Tu hai lo stesso numero per lo stesso motivo?
No!

Non sei romanista?
No... Maro (Luca Marini, ndr), il mio compagno di squadra ma in Moto2, ha il 10. Ma io ce l'ho perché mia sorella è nata il 10 ottobre, mi sono fidanzato il 10... È un numero per tutto!

L'anno scorso, oltre alla straordinaria vittoria nel Mondiale Junior, sei stato protagonista di qualche bella wild card in Moto3. Nonostante qualche sfortuna e risultati non sempre all'altezza delle aspettative, le tue prestazioni sono state al livello dei tuoi compagni di squadra e dei migliori. Che prime impressioni ti ha fatto il Motomondiale?
Certo, è un altro livello, molto superiore al Cev. Ma lì mi sono preparato molto bene, con il mio team che è stato straordinario nell'insegnarmi la metodologia di lavoro e il rispetto per gli avversari. Così, quando sono arrivato nel Mondiale ho solo messo in atto tutto quello che ho imparato e alla fine i loro insegnamenti si sono rivelati giusti. Di questo sono molto contento. Mi sono mancati un po' gli ultimi giri: a Valencia, la mia pista preferita, dove vado abbastanza bene, stavamo provando delle soluzioni e la moto non era al top. Ma sicuramente mi è servito per il prossimo anno: ho fatto un po' di esperienza, ho capito come funzionano le gare, ora spero di imparare in fretta le piste che non conosco, che sono molte. Mi fa molto piacere far parte di questa famiglia dello Sky Vr46 e spero di fare un ottimo campionato, di affrontarlo con tranquillità e dare il mio meglio.

Insomma, non parti da zero, anche se c'è ancora tanto da imparare. Ma il bello della Moto3 è che è fatta anche per questo.
Sì, in Moto3 si creano questi gruppetti da dieci piloti in cui tutti potrebbero vincere da un momento all'altro. Anche l'ultimo di questi potrebbe aggiudicarsi il Gran Premio. Mi piacerebbe molto vincere: so che ci vuole metodo, molta perseveranza e costanza, ma sono del parere che se fai tutto al 100% e non lasci nulla al caso i risultati arrivano.

Che cosa ti ha insegnato fino ad ora Valentino Rossi?
Tutti pensano che ti insegni a guidare la moto, ma non è così. Quella che ha messo su è piuttosto una famiglia strutturata sul rispetto dell'avversario, sul modo di comportarsi. Questo me lo ha insegnato sia nello sport che nella mia vita quotidiana. Poi il rapporto con lui è molto aperto: lui è alla mano, ci sa fare con noi.

Quindi il tuo obiettivo è diventare il debuttante dell'anno, possiamo dirlo?
Possiamo dirlo. Sono molto scaramantico ma punto a fare del mio meglio e poi vedremo cosa succederà. Il mio obiettivo è di arrivare nei primi dieci.