13 luglio 2020
Aggiornato 16:00
MotoGP

Siffredi al Diario Motori: «Caro Valentino Rossi, ritirarsi è dura»

Rocco ci parla della sua seconda grande passione, quella per il motociclismo, e dispensa consigli al Dottore e ad Andrea Iannone

LATINA - Rocco Siffredi, con la presenza al Sic Day hai confermato ancora una volta la tua passione per il motociclismo.
C'è sempre stata, anche se non l'ho mai praticata abbastanza: mi sono dedicato per troppo tempo ad un'altra passione, quindi ho cominciato tardi. Ma questo era un evento particolare, in ricordo di Marco Simoncelli. Da padre, mi sono molto emozionato e sentito vicino al papà Paolo, che sapevo essere una grande persona. Adesso che l'ho conosciuto ho scoperto un uomo di grande sensibilità, che ha ricevuto quanto di peggio un padre possa ricevere: la perdita del proprio figlio. Oggi i miei due erano in pista, e mentre entravano ci ho pensato tantissimo.

Hai dei ricordi particolari di Marco?
Il suo coraggio, la sua tenacia, il suo sorriso. Se ne sbatteva: non aveva paura di nessuno, e questa era la sua grandissima forza. Ho sempre detto che per diventare campioni bisogna avere tanta fortuna: lui era un grandissimo campione, ma sfortunato. Questo è uno sport molto pericoloso, ma eventi del genere per fortuna capitano raramente: purtroppo a Marco, al papà, alla mamma e a tutta la famiglia è toccata una terribile disgrazia.

Quest'anno il Motomondiale l'hai seguito?
Un po'. Mi sembrava che Valentino ad un certo punto riuscisse a vincere il suo decimo Mondiale, ma devo dire che la concorrenza è agguerrita e forse il suo momento magico è passato, quindi ora si fa molto in salita. Però mi piace l'idea che lui non pensi mai che è troppo tardi. Io adoro il motocross, Vale lo sa, e Cairoli per me rappresenta la massima espressione di chi non ha mollato. Questi ragazzini fanno paura, ma lui ha detto: «No problem, come here». Nel cross la differenza ancora la fa il pilota, ed esce fuori come Tony riesca a fare la differenza; nella MotoGP o nella Superbike comincia ad essere molto complicato, se non hai il mezzo giusto. Non che Valentino non abbia il mezzo giusto, ma ce l'hanno anche tanti piloti anche molto forti e giovani.

Il paragone tra due miti come te e Valentino è ardito, ma lo tento lo stesso: entrambi state facendo molta fatica a ritirarvi.
È molto dura, Valentino: per me come per te, e tu lo sai. Io e lui abbiamo tre cose in comune. Primo, la fama nel mondo: ho appena firmato un contratto con un prodotto super internazionale, che ha comprato un miliardo di pagine sul web, e mi hanno detto che i primi tre italiani come popolarità nel mondo siamo io, Valentino e Berlusconi. Secondo, tutti e due abbiamo difficoltà a ritirarci, anche se io sono molto più vecchio. Terzo, abbiamo formato nello stesso periodo un'accademia per preparare i nostri successori del futuro. Forse ce n'è anche una quarta: che ci piace a tutti e due la patatina. Mi ricordo che incontrai Valentino all'aeroporto di Fiumicino: stavamo prendendo un volo per gli Stati Uniti, dove io avrei dovuto partecipare alla serata degli Awards con la mia futura moglie, che avevo appena conosciuto. Lui, invece, aveva appena vinto il suo primo Mondiale: era un ragazzino piccolo, e mi chiese l'autografo. Io lo riconobbi e gli risposi che ero io a doverlo chiedere a lui. E Vale: «Ma tu sei il mio mito, ce l'hai sempre duro!». E poi scoprii che lo scrisse veramente sulla sua prima maglietta. Da lì mi affezionai a lui. Per me è un orgoglio quando i miei fan di tutto il mondo mi dicono: «You and Valentino Rossi!». Spero lo sia anche per lui...

Visto che della materia t'intendi: si è detto molto che Andrea Iannone quest'anno sia stato distratto da Belen...
Purtroppo lui ha il virus dell'abruzzese, come me: gli piace troppo la f... Iannò, tu sai che non funziona così: o la f... o il lavoro. Io ho dovuto unire le due cose, tu o ti concentri su una cosa o sull'altra. Oppure vieni a fare il mio lavoro: ti do un consiglio, appena ti rompi le scatole e vuoi smettere, vieni da noi che ce ne sono di belle. Forse non bellissime come Belen, ma cattive, toste, e con degli abruzzesi come te andremmo forte. Comunque hai scelto bene, complimenti, perché Belen è una grandissima donna, fa parte del mio parterre delle donne ideali.