24 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
Ventitrè anni fa moriva il leggendario pilota brasiliano

Il giro più bello della carriera di Ayrton Senna: «Ero in un'altra dimensione»

La McLaren, il team con cui vinse tutti e tre i suoi Mondiali, vuole ricordare così l'indimenticabile campione: ricostruendo la storia delle qualifiche di Montecarlo 1988, quando staccò tutti gli avversari di un secondo e mezzo

ROMA – L'hashtag è #RememberSenna, ovvero «Ricordare Senna». E noi, l'indimenticabile campione brasiliano, scomparso proprio in questa data esattamente ventitrè anni fa, il 1° maggio 1994, abbiamo deciso di ricordarlo riproponendovi un emozionante cortometraggio che gli dedicò qualche anno fa la McLaren, proprio il team con cui vinse tutti e tre i suoi Mondiali di Formula 1. Le riprese sono state girate a Montecarlo e alla sede di Woking della squadra, utilizzando la vettura e le tute realmente utilizzate da Ayrton, per ricreare la più famosa prestazione nella folgorante carriera della leggenda brasiliana: il giro che gli valse la pole position al Gran Premio di Monaco 1988. Alla guida della dominante McLaren-Honda MP4-4, Ayrton riuscì a staccare un tempo di ben 1.427 secondi migliore di tutto il resto dei piloti. Uno sforzo sovrumano, una prestazione che successivamente descrisse con grande commozione: «Guidavo d'istinto, ero in un'altra dimensione, come in un tunnel, molto oltre la mia comprensione conscia». Nel film sono presenti anche dei frammenti audio di quella famosissima intervista, condotta dal grande giornalista di motori Gerald Donaldson. «Sia per i tifosi storici della F1 che per coloro che non erano ancora nati quando correva, Ayrton Senna rimane l'icona della storia dei Gran Premi – racconta l'attuale team principal della McLaren, Eric Boullier – E non c'è impresa che sia diventata più mitica della sua fenomenale prestazione nelle qualifiche di Monaco del 1988. Le immagini della camera car di quell'era restituiscono un'impressione incredibilmente vivida di quanto intensa fosse la sua guida allora, si può davvero sentire il suo incredibile impegno nel fare la barba alle curve, superare i doppiati e gestire fisicamente il volante. Questo corto riesce a ricreare l'intensità di quel giro veloce, ma cattura anche l'introspezione e la saggezza di Ayrton attraverso i frammenti di audio tratti da un'indimenticabile intervista che ricorda davvero lo stato d'animo di quel giorno».