14 ottobre 2019
Aggiornato 12:00

Dal caos spunta Crutchlow: vince e va in testa al Mondiale

Grazie ad una condotta di gara intelligente, il pilota inglese con la Honda privata del team di Lucio Cecchinello riesce a prevalere a Termas de Rio Hondo

Cal Crutchlow esulta sul podio del GP d'Argentina di MotoGP
Cal Crutchlow esulta sul podio del GP d'Argentina di MotoGP Michelin

TERMAS DE RIO HONDO – Era dal 1979, con Barry Sheene, che un pilota inglese non si ritrovava in testa alla classe regina del Motomondiale. Oggi a spezzare questa lunga striscia negativa per i centauri di Albione è Cal Crutchlow, nuovo leader del campionato del mondo grazie al successo nel Gran Premio d'Argentina.

Tattica ben studiata
Il portacolori della Honda satellite del team di Lucio Cecchinello ha prevalso al termine di una gara folle, in cui prima ha atteso il suo turno in coda al gruppetto in fuga al comando, poi ha superato Johann Zarco alla curva 13 ed è a sua volta scappato via verso il traguardo grazie alla potenza del nuovo motore Honda. Così è arrivata la sua terza vittoria in carriera in MotoGP, proprio su uno dei suoi circuiti preferiti, dove nelle ultime tre edizioni della gara era salito per ben due volte sul podio: «Non è stato facile – racconta Crutchlow – La mia gomma anteriore era decisamente troppo morbida per me, di ben due step rispetto a quella dell'anno scorso, e a inizio gara, con il serbatoio pieno, in frenata si muoveva tantissimo. Ho cercato di risparmiarla e ho mantenuto un vantaggio decente. Ho anche scelto molte traiettorie diverse rispetto agli altri sul bagnato, perché nel caso in cui uno di loro fosse caduto non volevo essere coinvolto e sbattuto fuori dalla gara. Alla fine sapevo di poterli riprendere ed essere della partita sul finale, e avevo capito dove potevo superare e dove no. Il mio team ha fatto un lavoro fantastico e anche la Honda con il motore, per cui li ringrazio tutti».

Marquez si autoesclude
L'unico ostacolo, spiega Cal, poteva essere il suo compagno di marca Marc Marquez, che nelle prove libere aveva messo in mostra il passo gara migliore. Ma ci ha pensato lui stesso, con le due penalizzazioni rimediate, a tirarsi fuori dalla lotta per il successo: «Se fosse stata una gara normale, Marc sarebbe stato molto molto forte, perché in condizioni di asciutto io ero più lento solo di lui. Ho fatto una qualifica terribile, ma sono molto contento di andarmene di qui con una vittoria. Ho trionfato alla velocità minore possibile, perché non dovevo prendermi rischi per il campionato».