27 novembre 2021
Aggiornato 20:30
MotoGP | Gran Premio di Valencia

Iannone è tornato: «Visto che era solo colpa della moto?»

Uscita dalla crisi tecnica la sua Suzuki, anche il Maniaco si è finalmente ritrovato. Tanto da concludere la sua travagliatissima stagione con il terzo posto in griglia di partenza

Andrea Iannone festeggia la prima fila con il team Suzuki
Andrea Iannone festeggia la prima fila con il team Suzuki Michelin

VALENCIA – Lo aveva tuonato già ieri, dopo aver staccato il miglior tempo assoluto nelle prime prove libere: «Ormai, in MotoGP, dipende tutto dalla moto. È un mezzo competitivo a rendere forte il pilota, non viceversa...». La dimostrazione plastica, Andrea Iannone, l'ha data nel corso di questa sua travagliata stagione di debutto in Suzuki. Nelle prime gare, sembrava aver improvvisamente disimparato a guidare, trasformatosi nella pallida ombra di quel pilota che l'anno passato aveva riportato al successo la Ducati. Poi, la sua moto ha cominciato il lento ma progressivo recupero, e il periodo maledetto del Maniaco si è avviato verso la conclusione, tanto da riportarlo oggi sulla terza casella della griglia di partenza. Con un meritato sospiro di sollievo.

Andrea, ci voleva, nel finale di stagione, una prima fila così?
Ci vorrebbe un podio. Ora vediamo cosa riusciremo a fare domani: sicuramente devo tenere i piedi per terra, perché la situazione non è facile. Sappiamo di soffrire tanto il calo della gomma, quindi all'inizio potremo essere competitivi e veloci, ma non so fino a che punto riusciremo a mantenere il nostro ritmo con costanza. Dovremo essere bravi anche a controllare la situazione. Ovviamente spero di chiudere la gara con un risultato positivo e importante, anche per dare morale alla squadra e ai ragazzi, al termine di un anno che è stato difficile per noi.

È il fine settimana in cui ti senti meglio, in generale?
In realtà poteva essere quello del Gran Premio di Malesia: lì tutto era possibile. Nel warm up eravamo veramente molto competitivi, peccato poi per come è andata a finire, visto che venti minuti prima della partenza si è messo a piovere. Qui mi sento meglio, ma ci sono ancora degli aspetti che non mi convincono. Proviamo a fare dei passi in avanti e ci riusciamo, ma non quanto vorremmo. È un weekend sicuramente positivo, ma speriamo di riuscire a chiuderlo come desideriamo. La cosa importante, però, è come stiamo lavorando con il team in pista e con la Suzuki a casa in Giappone. Stiamo tutti spingendo forte ed adesso possiamo guardare con ottimismo al futuro, piuttosto che guardare ai Gran Premi di quest'anno che sono stati duri.

Cosa è andato storto?
Ci siamo resi conto troppo tardi di aver commesso un errore di valutazione nei test invernali, che ci ha fatto prendere la direzione sbagliata.

E quando è arrivata la svolta?
Il recupero è cominciato dal GP del Giappone. Ma in realtà il buon periodo è iniziato già dopo i test in Aragona. Quest'anno abbiamo sofferto in tutte le situazioni, ma gara dopo gara non ci siamo mai arresi, anzi abbiamo continuato a lavorare. E questa prima fila è una buona opportunità per noi.