15 novembre 2018
Aggiornato 01:30

La paura del terrorismo tocca pure la F1: a Spa e Monza massima allerta

Come per tutti i grandi eventi in Europa, dopo i tragici fatti di Barcellona il livello di attenzione è salito al massimo anche per il circus a quattro ruote. Nei prossimi due appuntamenti saranno predisposti piani di controllo speciali delle forze dell'ordine
L'arrivo del Gran Premio del Belgio 2016
L'arrivo del Gran Premio del Belgio 2016 (Pirelli)

SPA - Nemmeno il circus della Formula 1 si può ritenere al sicuro dalla minaccia del terrorismo islamico. Un evento della portata di un Gran Premio rischia infatti di essere bersaglio di attentati, specialmente di questi tempi in cui l'allerta in Europa è tornata di nuovo a crescere, dopo i tragici fatti di Barcellona. Per questo l'organizzazione della gara di questo fine settimana in Belgio ha alzato il livello d'attenzione per garantire la massima sicurezza possibile alle decine di migliaia di tifosi che affolleranno le tribune dello storico e affascinante circuito di Spa-Francorchamps. "Schiereremo un centinaio di soldati con vari mezzi, 450 poliziotti, 250 steward nelle tribune e 220 agenti di una nostra unità di sicurezza con licenza di perquisire - spiega il responsabile dell'organizzazione Andre Maes - Il valore aggiunto lo danno i profiler in borghese, addestrati a scrutare il volto della gente e a capire se un soggetto è pericoloso". Con un metodo, come è facile comprendere, assolutamente segreto.

Territorio vasto
Rispetto all'anno scorso, inoltre, all'ingresso dell'autodromo sono stati allestiti punti di controllo, transenne e blocchi, mentre paddock e gradinate saranno battuti da poliziotti con cani antiesplosivo. Tanto che il budget destinato alla sicurezza è raddoppiato negli ultimi dodici mesi, da uno a due milioni di euro. Il problema più grosso, però, è dato dalla stessa ampiezza del tracciato, il più lungo dell'intero calendario mondiale: "È complicato proteggere un tracciato di 7 chilometri, gran parte del quale si snoda nel verde - prosegue Maes - Dobbiamo pattugliare pure i boschi. Ovvio che sia un evento a rischio: che cosa non lo è oggi in Europa?".

A casa nostra
Lo stesso vale anche per il nostro Gran Premio d'Italia, in programma già il fine settimana successivo a Monza. E, per l'occasione, la prefettura, di concerto con le forze dell'ordine, ha predisposto dunque un rigoroso piano antiterrorismo che prevede controlli congiunti di polizia e carabinieri, oltre all'utilizzo dei metal detector. Nel weekend da venerdì 1° a domenica 3 settembre, infatti, nell'impianto brianzolo sono attese oltre centomila presenze.