26 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Calcio

Il Crotone insiste per Rodrigo Ely, il calciatore tentenna

Nonostante l’interesse dei calabresi, il difensore del Milan è dubbioso circa il suo trasferimento in prestito alla squadra di Nicola

MILANO - Poco più di dieci giorni alla chiusura del calciomercato, le trattative si fanno serrate, gli interessi si svelano senza tanti stratagemmi. Il Milan al momento resta alla finestra perché soldi da spendere non ne ha, ma prova a rendersi protagonista col mercato in uscita, liberandosi dei calciatori in esubero e del loro ingaggio; il primo a far le valigie è stato Luiz Adriano, volato in Russia allo Spartak Mosca, i prossimi a partire potrebbero essere lo sconosciuto terzino argentino Vangioni e l’inutile e dannoso difensore centrale Rodrigo Ely, per fortuna del Milan mai utilizzato finora da Vincenzo Montella in partite ufficiali, e protagonista lo scorso anno di prove inguardabili contro Fiorentina e Napoli, prima di essere accantonato da Sinisa Mihajlovic. Oggi per l’ex stopper di Avellino e Reggina, chiaramente non la reincarnazione di Nesta e Maldini, si è fatto sotto con insistenza il Crotone, squadra al debutto in serie A e vicinissima al ritorno in B dopo una stagione in un mondo troppo grande per una compagine così inesperta; i calabresi hanno chiesto il prestito di Rodrigo Ely, il Milan (figurarsi) dopo un primo momento di lecita perplessità («Vogliono Ely? Possibile?»), ha steso un tappeto rosso agli emissari crotonesi, forse prima che cambiassero idea.

I dubbi

 Tutto fatto? Nemmeno per sogno, perché a mettersi di traverso è ora lo stesso calciatore che, nonostante nessun’altra richiesta per il suo cartellino e per le sue prestazioni, e nonostante la certezza che con Montella non vedrà mai il campo da vicino, sta riflettendo sulla scelta da prendere non essendo particolarmente convinto della destinazione. Il Crotone, da parte sua, è pronto ad un’ultima offensiva, dopodiché cambierà obiettivo, il Milan rischia di ritrovarsi in rosa un calciatore del tutto inutile, il difensore rischia di ammuffire in panchina e restare a piedi e disoccupato al momento della scadenza di un contratto che forse una società più attenta non gli avrebbe mai dovuto far firmare.

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