24 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
In corso a New York

Mondiale scacchi, oggi (forse) la resa dei conti

Il campione uscente, Magnus Carlsen, ha vinto la decima partita recuperando lo svantaggio rispetto allo sfidante, il russo Sergei Kariakin e l'undicesimo match è terminato con una patta. A questo punto i due «grandi maestri» si trovano con cinque punti e mezzo ciascuno.

NEW YORK - E' tornato in perfetta parità il mondiale di scacchi in corso a New York. Il campione uscente, Magnus Carlsen, ha vinto la decima partita recuperando lo svantaggio rispetto allo sfidante, il russo Sergei Kariakin e l'undicesimo match è terminato con una patta. A questo punto i due «grandi maestri» si trovano con cinque punti e mezzo ciascuno e la sfida attesa per lunedì 28 potrebbe risultare decisiva (vince chi per primo raggiunge i sei punti e mezzo ma in caso di nuova patta si andrà avanti oltre al limite delle 12 partite).

Al di là del merito sportivo, il match continua a suscitare particolare attenzione. Oltre alle centinaia di spettatori venuti apposta a New York per seguire la sfida, è il sottofondo 'politico' della battaglia a dare un sapore particolare all'evento.
Già alla vigilia del match, il capo della federazione russa degli scacchi aveva apertamente evocato la grande epoca del "gioco dei re", quando nel '72, in piena guerra fredda, il duello tra Bobby Fischer e Boris Spassky catturò l'attenzione del mondo.

«Vogliamo resuscitare la febbre degli scacchi di quell'epoca. Allora la sfida era Unione Sovietica contro Stati Uniti. Oggi sono gli Usa, l'unione Europea e le loro sanzioni contro la Russia» aveva detto a sua volta alla vigilia del match Kirsan Iliumzhinov, presidente della Federazione Internazionale Scacchi (FIDE).

Toni di sfida che avevano riverberato anche nelle parole due due sfidanti. Alla vigilia dell'incontro Kariakin era stato molto netto. Carlsen, aveva detto, «dovrà dimostrare di essere migliore di me. Posso batterlo contrattaccando, è il mio piano».

La situazione geopolitica del momento, con le gravi tensioni tra la Russia e l'occidente sulle crisi ucraine e siriane, pesa senz'altro sullo scontro, anche considerata la figura di Kariakin, originario della Crimea e apertamente favorevole all'annessione della penisola alla Russia.

Ucraino di nascita, naturalizzato russo, Kariakin è diventato a 12 anni il più giovane maestro internazionale della storia precedendo in questo record proprio Carlsen (che grande maestro è diventato a 13 anni).

Per la cronaca, sinora Carlsen e Kariakin si sono incontrati 27 volte e in sole due occasioni il russo ha avuto la meglio.