21 novembre 2019
Aggiornato 14:30

Tra Andrea Iannone e la Suzuki è già scoppiato l'amore: «Mi piace tutta»

La caduta di questa mattina ha rallentato il lavoro del Maniaco, ma nonostante tutto le sue sensazioni restano positive: «Non ho potuto spingere al massimo, ma la moto funziona bene, è bilanciata, agile e veloce a centro curva»

Andrea Iannone in azione sulla Suzuki
Andrea Iannone in azione sulla Suzuki Michelin

VALENCIA – Era iniziata male, la giornata di Andrea Iannone sulla Suzuki: con una caduta in fotocopia a quella del suo compagno di squadra Alex Rins (che si è fratturato due vertebre), che ha interrotto le prove per oltre un'ora. Ma è finita bene, con il quarto posto: «Ho avuto male al gomito per tutto il giorno, ma ho stretto i denti perché era importante fare più chilometri possibile – racconta il Maniaco – Dopo le cadute di ieri e di oggi ho perso un po' di fiducia e non ho spinto al massimo, sono rimasto prudente e cauto, ma comunque non è andata male. Essendo all'inizio, c'era il rischio che non mi trovassi con la moto, invece ho un buon feeling. E con questa squadra si lavora bene, gli ingegneri mi ascoltano e si fidano molto delle mie indicazioni».

La Suzuki c'è
In soli due giorni, la sua nuova moto ha già convinto il pilota di Vasto: «Mi piace tutta – spiega – Funziona abbastanza bene, è molto bilanciata, ha una buona agilità e mi ha sorpreso tutta quella velocità a centro curva. Devo ancora adattare il mio stile di guida: non bisogna insistere troppo con il freno davanti perché altrimenti si scompone. Siamo già molto competitivi: abbiamo individuato alcuni punti da migliorare, ma i tecnici hanno il tempo per farlo. Soprattutto dobbiamo sfruttare meglio la potenza nella prima parte dell'accelerazione, ma se riusciamo a scaricare a terra i cavalli possiamo andare molto forte».

Caduta inspiegabile
Resta l'incognita sul doppio incidente di stamattina: «Difficile dire cosa sia successo: anche il mio compagno è caduto nello stesso punto e non sappiamo esattamente il perché – ammette – Stavo andando piano e quando ho toccato il freno sono caduto. Loris Capirossi è arrivato subito in quella curva a controllare la situazione e la prima impressione era che la linea bianca, molto abrasiva, dopo il weekend di gara fosse diventata più scivolosa. Ma io quella linea non l'ho toccata. Con le temperature così basse a volte è molto facile cadere, specialmente con gomme dure e usate come quelle che stavo usando io. La cosa grave, semmai, è che la moto sia volata oltre le barriere: se fosse successo durante il Gran Premio, in quel punto ci sarebbero stati molti spettatori...».