25 novembre 2020
Aggiornato 20:30
Calcio

Milan: quanto pesa oggi il no a De Boer

Il tecnico olandese, cercato in estate dai rossoneri e finito poi all’Inter, non ha convinto pienamente la dirigenza milanista che ha poi scelto Montella. I risultati odierni delle due squadre milanesi riconducono all’ex tecnico dell’Ajax

MILANO - Sparta non ride, Atene si sganascia. Stavolta il proverbio non ci azzecca, perché a Milano ci sono due facce diametralmente opposte, palesemente diverse, ovviamente contrapposte: da una parte c’è il Milan di Montella, giovane, rampante, brillante, coraggioso ed ambizioso, secondo in classifica a due soli punti dalla capolista Juventus e con un gioco organizzato. Dall’altra c’è l’Inter di Frank De Boer, lenta, macchinosa, inconcludente, nervosa, incapace di comprendere i dettami del tecnico olandese e precipitata in classifica ai margini della zona retrocessione dopo tre sconfitte consecutive, le ultime due contro avversari di basso profilo come Cagliari ed Atalanta. Logico che anche gli sfottò nel capoluogo lombardo si sprechino, coi milanisti a scuola e negli uffici a sbeffeggiare i dirimpettai interisti; stavolta però ad aggiungere pepe alla rivalità c’è uno sliding doors rilevante che riguarda proprio De Boer: in estate, infatti, quando il Milan non sapeva se confermare Brocchi, affidare la panchina a Giampaolo, scegliere Montella o inseguire Donadoni, aveva pensato anche all’ex tecnico dell’Ajax che tanto bene aveva fatto in patria alla guida dei lancieri con 4 titoli vinti in 6 stagioni.

Strategie decisive

L’olandese sembrava avere tutte le caratteristiche che il nuovo Milan cercava: giovane, elegante, ambizioso e con un’idea di gioco ben precisa; poi però la proprietà rossonera (sia quella uscente che quella entrante) non si è convinta, perché De Boer, pur avendo profilo internazionale rispetto agli altri contendenti, rappresentava un rischio: straniero e proveniente da un campionato completamente diverso, l’ex calciatore del Barcellona non avrebbe potuto cambiare il Milan in quattro e quattr’otto, ma soprattutto avrebbe chiesto calciatori di spessore che la dirigenza rossonera non avrebbe potuto garantirgli. Di lì la scelta di virare su Montella, tecnico in attesa di rilancio dopo una stagione amara alla Sampdoria, italiano e conoscitore della serie A. Una decisione che ha cambiato le sorti del Milan e, indirettamente, anche i destini dell’Inter che con l’addio di Roberto Mancini ha chiamato in panchina proprio De Boer, proprio quell’allenatore che il Milan aveva scartato, chissà, forse anche superficialmente. I risultati oggi sono impietosi: Montella ha cambiato il Milan, De Boer è a un passo dall’esonero, l’Inter assomiglia al suo italiano parlato, volenteroso ma stentato. Sembra passato un secolo dalla confusione milanesi di luglio, ma le mosse estive delle società, alla fine, si sono intrecciate e il Milan in due mesi ha capovolto un pronostico che sotto gli ombrelloni faceva sorridere gli interisti, oggi più cupi ancora dell’incipiente autunno.