14 giugno 2021
Aggiornato 05:00
Calcio

Kovacic apre al ritorno in Italia, il Milan cosa aspetta?

Il regista croato vuole lasciare Madrid e sarebbe utilissimo ai rossoneri, colmando la lacuna in mezzo al campo che ha lasciato Pirlo nel 2011. Ma Galliani e Berlusconi pensano al Milan italiano….

MILANO - Dall’addio di Andrea Pirlo nel maggio del 2011, il Milan non ha più avuto un regista in mezzo al campo, un uomo d’ordine, qualcuno che prendesse per mano la squadra nei momenti di difficoltà, organizzando la manovra con quella qualità che in rossonero non si è più vista. I risultati sono stati la logica conseguenza di campagne acquisti al risparmio e condotte senza alcuna logica, basandosi sui parametri zero e sui regali e sui consigli dell’amico Preziosi; la cessione ai cinesi, leit motive dell’estate 2016, è lontanissima dalla conclusione (se mai conclusione ci sarà) e il Milan si prepara all’ennesima stagione colma di peripezie e con un organico (che ancora non ha un allenatore) assolutamente inferiore alle altre grandi d’Italia. Il mercato è fermo, bloccato, il famoso regista continua a mancare ad una squadra alquanto mediocre, i nomi sul taccuino di Galliani sono tutt’altro che tranquillizzanti per il depresso popolo milanista che si aspetta un cambio di rotta e di mentalità e continua invece a sentir nominare tutto l’Empoli 2014-2015 (allenatore compreso) per rinforzare la rosa.

Autocandidatura

Eppure i nomi per migliorare il Milan esisterebbero pure, se solo ci fosse la volontà di organizzarsi e, soprattutto, di spendere del danaro. Mateo Kovacic, incompreso all’Inter ed ora al Real Madrid, non ha chiuso le porte ad un ritorno in Italia, tutt’altro, ripercorrerebbe la via da Madrid a Milano in men che non si dica, pur con rassicurazioni più che lecite sui progetti del nuovo Milan. Il centrocampista, al termine di Croazia-Spagna ha dichiarato: «Tornare presto in Italia? Non lo so, chissà».  Il Real Madrid chiede 25 milioni per il croato, ma sa bene che su queste basi nessuno si avvicinerà a trattare il trasferimento dell’ex interista; ma lavorando, smussando e limando, Kovacic si potrebbe prendere anche per molto meno, facendo leva sulla volontà del calciatore di lasciare la Spagna. Ma i giocatori forti non hanno una sola squadra dietro, così Kovacic, seguito anche da Liverpool e Tottenham, pronti ad intavolare col Real Madrid una trattativa seria e concreta, tutto il contrario del Milan che ha chiesto lo slavo in prestito ricevendo (guarda caso) un bel rifiuto e sparendo poi dai radar dei campioni d’Europa in carica. Già, perché Berlusconi e Galliani, invece di cercare profili internazionali con esperienza, talento e qualità che possano far riemergere il Milan, si concentrano su Giampaolo, su Paredes, su Saponara, chissà, magari su Laurini e Pelagotti, dando vita al Milempoli o all’Empolan, che dir si voglia, una squadra di giovani e italiani senza alcuna prospettiva o ambizione, se non quella di salvarsi con tranquillità. Il Milan vuole tornare grande e prova a spostare tutta Empoli a Milanello, anziché cercare calciatori veri e di stampo internazionale, come fatto dalla Juventus quando è voluta risorgere nell’estate del 2011, quella in cui il Milan rinunciò ad Andrea Pirlo, al suo faro. Da Pirlo a Kovacic, dal 2011 al 2016, come cambia e precipita il Milan.