17 febbraio 2020
Aggiornato 16:00
Calcio

La Gazzetta dello Sport sul Milan: "Fra Brocchi e Giampaolo spunta De Boer"

Secondo il quotidiano milanese, i rossoneri, specie con l'eventuale arrivo dei cinesi in società, preferirebbero un allenatore internazionale ai meno visibili italiani. E i tifosi milanisti tornano a sperare

MILANO - La depressione e lo scoramento che pervade i tifosi del Milan da ormai lunghi quattro anni, sembrava scemato con la tanto sbandierata cessione societaria al facoltoso gruppo cinese e che invece procede (se procede) a rilento, mangiando ogni giorno qualche possibilità ai rossoneri di tornare competitivi, perchè il tempo passa e il mondo del calcio, il mercato in particolare, non aspetta le arrancanti mosse di Berlusconi e compagni per costruire squadre sempre migliori, anzi, approfitta di chi è in fase di stallo per accaparrarsi i calciatori più decisivi e magare scippare a formazioni ferme come il Milan quei pochi calciatori decenti che potrebbero completare le loro rose. Al Milan, poi, come se non bastasse il coma sul calciomercato e quello societario, manca anche un allenatore e, arrivati quasi alla fine di giugno, è un buco enorme per una compagine che ambisce a tornare grande.

Made in?

Italiano o straniero? E' questo il punto, il nodo da sciogliere per Adriano Galliani, ancora uomo mercato del Milan. Cristian Brocchi, ormai è chiaro, rimarrà l'allenatore del Milan solamente nel caso in cui saltasse la trattativa coi cinesi e Silvio Berlusconi conservasse il suo posto alla guida del club milanese, proseguendo la sua opera di distruzione tecnica. Qualora invece la cessione delle quote di maggioranza andasse finalmente in porto, la nuova proprietà sceglierebbe, in accordo con Berlusconi e Galliani, un nuovo tecnico per presentarsi al popolo milanista con un nome fresco che tagli la continuità col passato, un po' come accaduto alla Roma che nel 2011 non confermò Vincenzo Montella per volere della nuova società americana che preferì virare su Luis Enrique, uomo voluto dai nuovi dirigenti giallorossi. Il nome che sembrava aver messo tutti d'accordo (tifosi esclusi) era quello di Marco Giampaolo, tecnico reduce da un'ottima annata all'Empoli, ma anche dai precedenti cinque anni totalmente fallimentari fra serie A, serie B e pure C1 con una stagione orripilante a Cremona. Giampaolo, si diceva, piace a Galliani che avrebbe pure convinto Silvio Berlusconi (innamorato invece di Brocchi) e piace anche ai cinesi. L'allenatore abruzzese, dal canto suo, non sta più nella pelle in vista di potersi sedere su quella che è, nonostante tutto, una delle panchine più prestigiose d'Europa; tutto fatto quindi? Pare di no, per fortuna del Milan. Già, perchè secondo quanto sostiene La Gazzetta dello Sport, la cordata cinese in procinto di acquisire il 70% delle quote societarie del Milan, non sarebbe poi così affascinata dal profilo di Marco Giampaolo (dar loro torto sarebbe complicato, stiamo sempre parlando del Milan) e sarebbero più propensi a scegliere un tecnico straniero, magari un nome forte che scaldi sia la piazza e sia gli eventuali nuovi calciatori. Sfumato Emery, mai decollate le piste che portavano a Pellegrini e Garcia, il nome nuovo sul taccuino a mandorla è quello di Frank De Boer che appena salutato l'Ajax dopo averlo guidato negli ultimi sei anni in cui ha ottenuto 4 scudetti (peraltro consecutivi), una Supercoppa d'Olanda e due secondi posti alle spalle del PSV Eindhoven. Un nome nuovo, un profilo internazionale, elegante, giovane (46 anni), fautore di un gioco semplice ma divertente, con esperienza e vittorie conseguite e da poter mettere a disposizione del Milan, alla disperata caccia di un rilancio in Italia e in Europa. Al nome di Frank De Boer, i tifosi rossoneri sono tornati ad aver fiducia, a credere che, fra le terrificanti prospettive di una permanenza di Berlusconi e/o di un arrivo in panchina di Giampaolo, c'è ancora un filo di speranza a cui aggrapparsi per far tornare il Milan la gloriosa società che è stata.