23 febbraio 2024
Aggiornato 20:00
Calcio

Ordine: “Berlusconi non vuole vendere il Milan ad un Thohir”

Il noto giornalista, esperto rossonero, spiega alcuni dei motivi per i quali il presidente milanista sia ancora titubante circa la cessione del club

MILANO - Il Milan ai cinesi: ci siamo, o forse no, o ancora manca qualcosa, si ma Berlusconi vuole vendere veramente o no? Ai tifosi del Milan in questo momento interessa solo questo, se ne infischiano della finale di Coppa Italia contro la Juventus o del prossimo allenatore o peggio ancora della prossima campagna acquisti. I sostenitori rossoneri vogliono solamente capire in che modo questa società ripartirà, se con una nuova dirigenza che provi a risollevare la gloriosa squadra milanese, o se con Silvio Berlusconi che in cinque anni ha portato il Milan dalla vetta del mondo alla soglia dell’anonimato. Franco Ordine, editorialista per il quotidiano Il Giornale e giornalista molto esperto di Milan, ha provato a fare il punto sulla situazione societaria del club e sull’effettiva volontà di Berlusconi di cedere le quote di maggioranza: «La preoccupazione principale del presidente - afferma Ordine - è quella di lasciare il Milan nelle mani di una proprietà che sappia garantire il successo che ha garantito lui per trent’anni (che poi sono 25 poiché gli ultimi cinque sono stati disastrosi, ndc). Già tempo fa Berlusconi ha detto di non voler cedere il Milan a uno come Thohir che dopo un anno mezzo dall’acquisto dell’Inter ha chiesto aiuto ad altri partner perché non riusciva a rendere competitivi i nerazzurri». Ciò che purtroppo Berlusconi non ha ancora capito è che lui stesso oggi è inferiore a Thohir e non a caso l’Inter, da quando c’è l’indonesiano, è sempre arrivata davanti al Milan in classifica (come lo stesso proprietario interista ha giustamente fatto notare negli ultimi giorni); in questo momento chiunque arrivasse farebbe meglio dell’attuale dirigenza milanista che prosegue con i suoi infruttuosi propositi di rilancio (puntualmente sconfessati dalla realtà) e con i ricordi del passato, una gloria ormai sbiadita.