29 marzo 2020
Aggiornato 15:00
Calcio

Nosotti a Sky: “Discutere il lavoro di Mihajlovic è assurdo”

Il noto giornalista difende l’operato del tecnico serbo che, al contrario, è vicinissimo a dire addio al Milan dopo la finale di Coppa Italia

MILANO - Marco Nosotti, popolare volto di Sky Sport ed esperto di Milan per essere stato ed essere ancora spesso inviato a Milanello, ha parlato della situazione dei rossoneri e in particolare di Sinisa Mihajlovic, allenatore milanista: «Al Milan serve ancora Mihajlovic - sostiene Nosotti - un tecnico che sa quello che vuole e quello che fa. Forse finirà tutto a maggio all’indomani della finale di Coppa Italia, ma ad oggi mettere in discussione il lavoro del serbo non ha senso, lo trovo assurdo, specialmente perché il Milan poco poteva fare più di ciò che ha fatto finora». Il problema del Milan, come è noto a chi ha sale in zucca, non è in panchina ma in società: Silvio Berlusconi continua a mietere vittime col patentino da allenatore, senza preoccuparsi di rinforzare adeguatamente un organico poco superiore alla metà della classifica; chiunque, da Galliani a Sacchi passando per gli ex calciatori rossoneri, gli hanno fatto notare che cambiare tecnico ogni anno non ha senso e che forse i problemi non sono lì, eppure il presidente prosegue con le sue ormai strampalate idee: Allegri era un mentecatto e allora dentro Seedorf, durato più o meno sei mesi e defenestrato alla prima (giusta) richiesta di rinforzi, quindi ecco Inzaghi, mago del Milan Primavera e immediatamente bollato come incapace da deridere ogni domenica. E così ecco Sinisa Mihajlovic, il sergente di ferro pragmatico e carismatico che Berlusconi pensava giocasse all’attacco, probabilmente senza aver visto neanche un minuto delle partite della Sampdoria; ma anche il serbo, nonostante i buoni risultati con una rosa di livello bassissimo rispetto ai rivali, finirà per ottenere un licenziamento per far posto a Cristian Brocchi, il nuovo amore di Berlusconi che fra meno di un anno diventerà il nuovo capro espiatorio di una società alla deriva.

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