18 agosto 2019
Aggiornato 00:30

Buon compleanno Vale, gli auguri di papà

La commossa e commovente confessione di Graziano Rossi sul figlio Valentino, che oggi compie 37 anni: «Non sono stato un gran padre, lui invece ha sempre fatto cose speciali. E vorrei frequentarlo di più»

TAVULLIA – Buon compleanno campione. Valentino Rossi compie oggi 37 anni, e l'augurio più speciale, attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, glielo fa papà Graziano. Un modo per ripercorrere le tappe di un rapporto padre-figlio fatto di grande affetto ma anche di distanze e incomprensioni: «I primi compleanni sono tutti belli – racconta – I figli da piccoli sono ancora più meravigliosi, poi a 10 anni iniziano i primi problemi, a 14 non ci sono più, a 30 l’ultima volta che li hai visti era un mese e mezzo fa. Vorrei avere una bacchetta magica e tornare indietro di almeno 20 anni. Mi darebbe gusto ricominciare tutto daccapo senza sapere cosa succede. L’anno del primo Mondiale in 125, un momento che vorrei rivivere, complicato e indimenticabile, perché vincere quel titolo significava andare a correre con i veri piloti, dimostrare che non era stata una botta di fortuna. No, i soldi no, erano arrivati l’Aprilia e Pernat, e con Carletto i problemi erano già risolti. Avevamo iniziato una storia che era già una favola. Io guardavo alla 250 e alla 500, nella mia mente c’era già una Donington sotto la pioggia…». Graziano Rossi narra se stesso e Valentino con un tono commosso e commovente: «Secondo me non sono stato coinvolto al punto giusto – confessa – Facevo un lavoro che mi prendeva, oltre al tempo, tanto interesse, cuore, testa, animo. Ma Valentino è stato un figlio grazie al quale io ho sempre potuto fare il presuntuoso con gli amici e con chiunque, perché ha sempre fatto cose speciali. 'Grazie papà' non me l'ha mai detto. Questo non succede in nessuna famiglia, almeno non finché tu hai 60 anni e tuo papà 85».

Tra corse e famiglia
Dal passato al presente, e al futuro. Trentasette anni, secondo Graziano, sono «dal punto di vista sportivo un’età che ti dà curiosità e aspettative per il futuro. Puoi pensare a una famiglia, a un figlio e pure al decimo titolo». E Valentino per fare il papà «era già pronto due anni fa, ma anche sei... Basta pochissimo, ma non ne abbiamo mai parlato». Ma prima c'è ancora da sciogliere il nodo sul suo destino agonistico: «Se correrà ancora o no dipenderà da quanto lui sarà contento di se stesso. Ci vorranno 4-5 gare per capirlo, ma io spero che possa fare altri due anni». E poi? «Ci sono questi ragazzini con cui si è inventato la VR46. Una cosa seria che lui potrà assolutamente fare. Ma dovrebbe, anzi, deve correre in automobile. Le 24 Ore più importanti, qualche rally, anche la Dakar, pur se molto faticosa. Io, però, vorrei che si avvicinasse al suo babbo. Pensavo fosse questione di tempo, ma siccome non è ancora successo, gli porterò questa copia della Gazzetta da leggere, così lo scopre».