25 febbraio 2024
Aggiornato 05:30
Sfumano le ultime chance

«Marco Melandri alla Mv Agusta? No, grazie»

Anche Leon Camier, unico pilota della leggendaria casa italiana in Superbike, respinge l'idea di avere Macio come suo prossimo compagno di squadra. E ora il ravennate rischia seriamente di rimanere a piedi

VARESE – Non lo vuole più nessuno. Dopo la disastrosa esperienza con Aprilia in MotoGP, conclusa con un burrascoso divorzio, Marco Melandri è da mesi alla disperata ricerca di un nuovo sellino nel motociclismo. Ma, nonostante il suo impegno e quello del suo manager Alberto Vergani, non sembrano esserci squadre interessate ad ingaggiarlo. La strada più percorribile sembrava quella della Mv Agusta in Superbike, una moto che il pilota ravennate aveva già provato nel novembre scorso ai test di Jerez. Ma oggi nemmeno la storica casa di Varese sembra più intenzionata ad offrirgli una guida a tempo pieno, nonostante l'appeal mediatico e il bagaglio di esperienza che potrebbe portare con sé l'ex campione del mondo della 250. Il motivo lo spiega Leon Camier, che ad oggi è l'unico pilota titolare confermato dal team per la stagione 2016.

Contributo inutile
«Per me sarebbe una scelta negativa al 100% quella di portare a bordo un secondo pilota – ha risposto Camier ai giornalisti di Motorsport che lo interrogavano sulla prospettiva di avere Marco Melandri come suo prossimo compagno di squadra – Finirebbe per diluire le risorse che abbiamo a disposizione, in termini di budget, di componenti e tutto il resto. Una volta che avremo raggiunto il limite della nostra moto attuale, forse l'esperienza di un pilota come Marco potrebbe essere positiva, per portare nuove idee. Ma al momento dobbiamo solo lavorare per rendere la moto consistente e affidabile». Nemmeno il fatto di vedere un campione così blasonato provare la sua Mv Agusta F4 nei mesi scorsi ha preoccupato il pilota britannico, che si è sempre sentito sicuro della sua posizione in seno alla squadra corse italiana, che da quest'anno sarà gestita dal team Forward: «Alcune persone nel team lo volevano coinvolgere per via del suo nome e del suo palmares, ma mi hanno tutti assicurato sempre un grande sostegno – ribadisce Camier – Quando è arrivato Marco, le sue indicazioni sono state più o meno le stesse che avevo già dato io. Hanno fatto qualche cambiamento sull'elettronica che ci ha permesso di fare un buon passo avanti, ma non era diverso da quello che comunque avrei voluto anche io. Semplicemente, è capitato che provassero quelle idee prima con Marco e io ero totalmente d'accordo con loro. Per me non sarebbe un problema se lui si unisse alla squadra, solo non penso che questa sarebbe una saggia decisione al momento». Il rischio di ritrovarsi a piedi al via della stagione 2016, insomma, ora per Macio si fa davvero concreto.